Colombia-Venezuela, incalza la Polemica. Maduro denuncia una cospirazione

CARACAS – Prosegue la polemica. Mentre Capriles, da Bogotà, insiste sulla necessità di difendere la democrazia in Venezuela, che considera oggigiorno minacciata; il presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, invece di esortare alla prudenza i rappresentanti del governo getta legna sul fuoco. E denuncia una presunta cospirazione dalla vicina Colombia, il cui obiettivo sarebbe creare un clima di tensione in Venezuela.

– Ho le prove – ha detto il capo dello Stato che ha responsabilizzato del “piano perverso” Roger Noriega, l’ex presidente colombiano Alvaro Uribe Vellez  e l’esperto politologo J.J. Rendòn.

Capriles Radonski, ancora in Colombia, ha sottolineato che non c’è da sorprendersi se un leader dell’opposizione, che rappresenta la metà dell’elettorato, sostiene colloqui con il capo dello Stato di un Paese vicino e incontra leader politici.

– E’ una reazione esagerata e innecessaria – ha detto Capriles Radonski -. Il governo sapeva del mio viaggio. Sapeva che mi sarei riunito con il presidente Santos. Sono venuto già prima delle elezioni e il presidente Chávez non ebbe una tale reazione.

Il leader dell’Opposizione, quindi, ha sottolineato nuovamente che in Venezuela la democrazia e le sue istituzioni corrono un grave pericolo e affermato categorico che alla Colombia conviene un governo democratico. Ha poi precisato:

– Non sto intervenendo nella politica interna della Colombia. Non ho incontrato, né abbracciato, candidati alla presidenza. La politica interna della Colombia è un tema che interessa solo i colombiani. Sono venuto a chiedere solidarietà, non a qualificare o a squalificare avversari.

Riferendosi alle recenti vicende che hanno coinvolto “Globovisión”, il canale di televisione “all-news”, Capriles Radonski ha affermato che l’acquisto del canale da parte di imprenditori “pro-chavistas rappresenta un duro colpo alla pluralità informativa”.

Da Caracas, il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, interviene nella polemica aperta dalle dichiarazioni del presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello.

– Ho le prove di un complotto orientato a creare un clima di tensione nel paese – ha sottolineato il capo dello Stato -. Roger Noriega, Alvaro Uribe e J.J. Rendòn ne sono i principali responsabili.

Il capo dello Stato, quindi, ha spiegato che nel piano tracciato da Bogotá il primo obiettivo è l’economia. In particolare, creare squilibri nel mercato di valuta e provocare la carenza di prodotti di consumo popolare nei supermarket. In un secondo momento, un gruppo di “sicari” avrebbero il compito di uccidere soldati venezolani.

– Questo piccolo gruppo sta tracciando un piano per attaccare il paese, per attaccare la nostra patria – ha ribadito il presidente Maduros.

 

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