Al via la ‘Construexpo’ all’insegna dell’ottimismo

Pubblicato il 31 maggio 2013 da redazione

CARACAS – Ha preso il via nella giornata di venerdì la VII edizione annuale “Construexpo”, promossa da Fedeuropa ed in atto fino a domenica primo giugno. L’obiettivo dell’esposizione internazionale è mettere in mostra le più avanzate innovazioni in materia di costruzione: dal punto di vista tecnologico, dei macchinari, dei servizi, nonché far conoscere al pubblico gli sviluppi ultimi del settore in un momento come quello attuale in cui il tema riveste la massima importanza.

L’evento quindi rappresenta un appuntamento obbligato per fabbricanti, distributori e grossisti che operano nel campo della tecnologia, dei macchinari, dell’approvviggionamento delle materie prime e dei servizi ad essi correlati, oltre ad essere aperto alla visita del pubblico interessato.

L’installazione tuttavia ha dovuto fare i conti, prima di aver il via libera, con le difficili contingenze del paese. Guido Tassini, presidente della Confex, società organizzatrice dell’evento in partnership con CVC, si è dichiarato “soddisfatto per la partecipazione ed il numero di aziende presenti”, in particolare considerando le “difficoltà organizzative dovute alla coincidenza con le elezioni presidenziali di aprile, che hanno finito per determinarne lo slittamento”.

“Vi sono più di 60 aziendi rappresentate – ha precisato con soddisfazione il presidente – ed almeno il 25% di esse sono straniere. Ciò significa che l’interesse per gli investimenti in Venezuela continua ad essere forte, nonostante le vicissitudini economiche sia del paese che mondiali ed in particolar modo l’instabilità della moneta”.

Addentrandoci nella cupola costituente il Poliedro di Caracas abbiamo potuto notare i numerosissimi stand provenienti direttamente dal Belpaese ed in generale recanti macchinari e tecnologie italiane. È infatti risaputa l’eccellenza italiana nel campo delle costruzioni, chiamata ormai dai decenni ad esportare prodotti e soprattutto know-how in giro per il globo.

Abbiamo interloquito con alcune tra le più grandi aziende italiane leader mondiali del settore, ricevendo risposte concordanti e tendenti all’ottimismo – giova sottolineare – in relazione alle aspettative per il mercato locale.

“Siamo presenti sul territorio venezuelano da ben 5 anni –  afferma un portavoce della Iscom Spa – periodo nel quale abbiamo contribuito principalmente alla realizzazione delle coperture in alluminio utilizzate lungo la linea ferroviaria Caracas-Cúa ed il Metrocable di Caracas”.

“Le opere realizzate sono basate sul rivoluzionario brevetto Riverclack – continua l’addetto commerciale B. Souto – che assicura un drenaggio pressoché perfetto al netto di un sistema di montaggio semplice quanto infallibile”.

Dello stesso tenore risultano le dichiarazioni di Massimo Fetti, senior engineer per i progetti d’oltreaceano della FIP Industriale SpA (azienda specializzata nella costruzione di grandi apparati anstisisimici), che afferma:

“Abbiamo prestato la nostra opera, soprattutto ma non soltanto, per la costruzione della linea Ferroviaria Caracas-Tuy Medio e contiamo di espandere le nostre attività in questo paese”.

Il manager non ha nascosto alcune difficoltà “dovute dall’instabilità del mercato locale”, ma si è comunque dichiarato fiducioso riguardo gli investimenti attuali e futuri, ricordando oltretutto la “presenza in Venezuela dal lontano 2000”.

Il quadro emergente denota un ottimismo diffuso tra gli organizzatori e gli stessi espositori, che pur consci delle problematiche esistenti non puntano alla diminuzione degli investimenti ma anzi si esprimono in maniera decisamente positiva riguardo il mercato futuro.

Va però evidenziato come tale tendenza sia circoscritta alle grandi imprese multinazionali, i cui investimenti appaiono salvaguardati dai contratti governativi e dall’autonomia nell’approvvigionamento delle materie prime. Tale realtà cozza con quella ascrivibile invece alle piccole-medie imprese italo-venezolane presenti in Venezuela, attanagliate dall’instabilità economico-monetaria e dalla difficoltà nel reperimento di materiali essenziali per la messa in opera.

 

Lorenzo Di Muro

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