Papa Francesco riceve il presidente Mujica

CITTA’ DEL VATICANO. – Papa Francesco ha suggellato con un ”sono molto contento di aver incontrato un uomo saggio” la sua udienza con il presidente dell’Uruguay, Jose Alberto Mujica, confermando l’impressione dei giornalisti che l’incontro fosse stato più che cordiale. ”Cordiali” sono definiti da una nota ufficiali i colloqui in Vaticano del presidente uruguayano, che dopo papa Bergolgio ha poi incontrato il segretario di Stato Tarcisio Bertone con il vice di questi per gli ”Esteri”, mons. Dominique Mamberti. Tra i ”temi di comune interesse” affrontati, ”lo sviluppo integrale della persona, il rispetto dei diritti umani, la giustizia e la pace sociale”, e il contributo della Chiesa alla ”pace internazionale”. Il colloquio privato è durato 44 minuti, probabilmente il più lungo tra quelli finora concessi da papa Francesco, tanto che a un certo punto, intorno alle 11,38, il segretario mons. Alfred Xuareb ha fatto capolino nella biblioteca ma, vedendo gli interlocutori ancora in conversazione, ètornato sui suoi passi. Il presidente che come noto ha trascorsi da guerrigliero, vive in una fattoria senza acqua corrente e si è autoridotto lo stipendio presidenziale a un decimo devolvendo il resto ai poveri, è stato protagonista al G8 del 2012 di un celebre discorso in cui ha criticato il dominio del mercato sulle società e le persone. Giunto puntualissimo nel Palazzo Apostolico, Mijica indossava un abito scuro e sotto la giacca una camicia azzurra senza cravatta e un golf verde. Era accompagnato da un seguito di alcune persone ma non dalla consorte, che svolge le funzioni di reggente in assenza del presidente.

La coppia presidenziale aveva rinunciato a partecipare all’insediamento di papa Francesco, delegando un credente, Danilo Astori. ”Abbiamo molto rispetto per la Chiesa cattolica – aveva detto la consorte di Mujica, Lucia Topolansky – ma non siamo credenti”. Il Papa si è fatto incontro al suo ospite e gli ha detto ”Encantado”; i due leader si sono quindi abbracciati. Il presidente ha detto ”Abbiamo in comune un amico che non c’è più”. Il Papa ha annuito. ”Ci ha aperto la mente”, ha detto Mujica. ”Ci ha aiutato a pensare”, ha confermato papa Francesco. Si tratta di Alberto Methol Ferré, filosofo realista e romantico latinoamericano, morto nel 2009. Al termine della parte privata, scambio dei doni e opportunità di foto. Mujica ha donato una composizione con tre statuine in stile gauchos e un libro di Alberto Methol Ferré, intervistato da Alver Metalli: ”L’America Latina nel XXI secolo”. Si tratta dell’opera in cui Methol Ferré ha descritto il suo sogno dell’unificazione dell’America del Sud in una federazione che superasse le particolaritá nazionali, avesse come perno Brasile e Argentina e si poggiasse anche sul cristianesimo professato da tanti latinoamericani, rivalutando anche alcuni elementi della teologia della liberazione. Ricevendo il libro, papa Francesco ha a sua volta consegnato una copia del documento conclusivo della assemblea dei vescovi latinoamericani di Aparecida. ”Puoi vedere l’indice – ha detto il Pontefice al presidente – e controllare i temi che ti interessano”. Al momento del congedo il Papa ha detto a Mujica ”grazie molte per essere venuto”, e si sono abbracciati. Prima di lasciare l’Urugay, Mujica aveva manifestato il desiderio di parlare con papa Francesco delle proprie politiche di costruzione di case popolari e dei negoziati di pace in corso in Colombia tra governo e Faarc. (giovanna.chirri@ansa.it)

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