Marisa Vannini, dall’Alba al Tramonto

CARACAS.- Se l’indimenticabile Luchino Visconti ne avesse avuto sentore, certamente vi avrebbe ambientato uno dei suoi films magnifici e indimenticabili… intitolandolo così… proprio così, come Marisa Vannini ha fatto con il suo libro bellissimo: “La casa tra due soli”.

E la casa è li, a metà della collina che scende dall’alta Florida  verso la incomprensibile caotica metropoli venezuelana, quella che una volta architetti di gran fama chiamarono: “la Caracas dai tetti rossi”.

Quando nell’ “Alta Florida” abitava ancora l’indimenticabile esponente della cultura venezuelana: Arturo Uslar Pietri e le strade erano pulite e con un asfalto meno deteriorato, potevamo ammirare, camminando piano, i magnifici fiori che traboccavano dai giardini di quelle antiche case delle quali oggi, conserviamo il ricordo con infinita nostalgia. Ma anche ora, come per magia, varcata la soglia della “casa tra due soli”  il mondo della cultura, dell’arte, della luce, dei colori, ci è venuto incontro intenso, avvolgendoci in sensazioni struggenti con ricordi di lontane architetture, di ville dominanti la città amata dal Divino Poeta Dante Alighieri… Firenze.

Questa casa, che tanto ci ricorda quelle che s’arrampicano verso il “Forte Belvedere” per “Costa San Giorgio” in quella città dove l’Arno scorre portando la sua antica storia al mare, somiglia ad una incredibile scenografia che senza dubbio si adatta a coloro che vi abitano…

Libri.. una infinità di libri… quadri… bellissimi… sculture… disegni… e luce, tanta luce che l’attraversa quando i primi raggi del sole la baciano e gli ultimi la salutano per tornare ad accarezzarla ancora ad ogni nuovo apparire dell’alba.

Marisa Vannini, la grande scrittrice che tutti conosciamo, l’ha chiamata “La casa tra due soli” ed è li che abita, tra alberi, testimoni di un tempo lontano mentre gli uccelli si rincorrono in questo cielo mutevole  dai colori così particolari. E noi l’ascoltiamo raccontare… prendendo le distanze dalla realtà di tutti i giorni per  attraversare un giardino verde e un po’ scapigliato, entrando in un luogo ove il tempo sembra essersi fermato tra luci, colori, fruscii di rami sospinti dalla brezza, suoni inconfondibili di magnifici pappagalli che ci salutano abituati a condividere le frasi  che ascoltano , con gentilezza, con persistenza.

È una giornata limpida e nella “casa tra due soli” perdiamo la sensazione del tempo… “L’ho intitolato così il mio libro – spiega Marisa –  perchè da questa casa si può vedere il sole sorgere da un lato e tramontare dall’altro”.

“La casa tra due soli” è un bellissimo romanzo che si aggiunge alla nota lista di tutti i libri pubblicati dalla prof.ssa Marisa Vannini.

E, se ne avesse quel dono tanto amato dal Divino Poeta, potrebbe scrivere un romanzo anche chi l’ascolta raccontare della propria vita… una vita intensa, dal punto di vista culturale, umano, artistico. Lì nella “Casa tra due soli” Marisa Vannini ha abitato dopo aver lasciato la casa di fronte, sempre nell’alta Florida. Nella “casa tra due soli” ha vissuto  la maternità, l’amore, la cultura , la passione per la scrittura, l’infanzia dei propri figli ed è sempre lí che continua a scrivere con passione, entrando ed uscendo con la propria auto per recarsi all’Università Centrale del Venezuela, perchè… “sai, io non posso vivere senza andare ogni giorno all’Università!”

E scrive, scrive Marisa…. da tanti e tantissimi anni… e parla di Firenze dove è nata… di Bologna che adora… del Venezuela dove nel Dopoguerra è giunta con la propria famiglia e subito si è innamorata dei colori, dei volti degli Indios, dei loro usi e costumi… di tanti altri tesori che questa magica terra custodisce nel suo seno, anche se oggi quasi li ignoriamo addolorati e sconvolti dalle ultime vicende politiche che, pare, “a priori” pretendano volere polarizzare tutta la nostra attenzione.

Ma c’è la “casa tra due soli” e ascoltiamo calamitati le brevi  fasi di un racconto che Marisa Vannini ci anticipa a voce”… Sono giunta in Venezuela nel 1948, con la mia mamma…. venivamo dalla guerra… da Bologna. Io sono nata a Firenze. La prima parte della mia vita ho scritto libri importanti ed uno dei più celebri è “Italia y los italianos en la Historia y en la Cultura de Venezuela”.

E, poi: “El mar de los descubridores”  ed ho pubblicato saggi su usi, costumi e meraviglie di questa terra fantastica dove ancora abitiamo”. È lunghissimo l’indice dei romanzi e saggi di Marisa Vannini…”Io ho sempre scritto!!!”, afferma.

Lo sappiamo. L’apprezziamo da tantissimo tempo.

In Venezuela, Marisa Vannini ha iniziato ad insegnare presso l’Istituto Montessori (con il metodo che porta lo stesso nome). Ha frequentato l’Università Centrale .

Di questo magico Paese ama la natura, il clima, la gente. Dal suo insegnamento ai bambini sono nati molti dei libri di Marisa Vannini (oltre cinquanta… prima… più di cento attualmente).

Ama Bologna dove è tornata per un dottorato in Folologia Moderna studiando con Umberto Eco . I libri di Marisa Vannini li troviamo nella grande Biblioteca dell’Università Centrale. Ha avuto tre figli:  Leonardo Simon, (del quale apprezziamo da anni la magnifica arte del “puntinismo”; Gerardo Americo (nomi storici delle due Nazioni che più ama) e Donatella Maigualida.

Marisa Vannini si dedica piena d’entusiasmo a dettare “seminari”, a far parte di “Giuria di Tesi di Grado” e Congressi… ed è sempre legata all’Università Centrale del Venezuela che considera, come ama sottolineare:”la mia seconda casa”. Poi aggiunge…”i miei figli dicono che il giorno in cui non andró all’Università bisognerá segnarlo nel calendario”.

La casa dove Marisa Vannini vive (“la casa entre los dos soles”) si chiama “Quinta Naiguatà” ed è “Patrimonio Culturale del Venezuela”. Costruita nell’anno 1938. É opera del famoso architetto Carlos Guinand Sandoz e mostra la magnificenza di uno stile denso di armonia. Testimone della più bella e notevole architettura degli anni ’30, la possiamo apprezzare accanto alla casa di Arturo Uslar Pietri (come se la bellezza e la cultura non volessero disgiungersi) affermando che questa difficile realtà odierna non può cancellare la   Caracas “dai tetti rossi”

La traiettoria di Marisa Vannini, merita, non una intervista, ma un intero libro dove si parli di cultura, intelligenza, forza, eroismo e bellezza.

È autrice di numerosissime Opere letterarie, destinate a bimbi e giovani, tra le quali “El reloj burlon”, “Corazòn de arepa”, “El gato de los ojos dorados” “El Chaman de los cunaguaros” (Premio Nacional del Libro 2008-2009).

“La casa entre dos soles”di Marisa Vannini Gerulewicz (Narrativa Co-Bo), (www.co.bo.com) possiamo averla con noi visitando le migliori librerie di Caracas.

Leggendo questo intenso libro, accompagneremo attraverso le sue pagine la nascita del sole, ( la tenerezza che lega i protagonisti di una famiglia singolare), la sua ascesa, il suo tramonto…. per attenderlo ancora all’alba del giorno successivo. E così, come amiamo fare con le opere letterarie a noi piú care, accarezziamo le pagine di questo suo romanzo percependone fino nel fondo dell’anima la dolcezza, la forza emotiva, l’onestà dei sentimenti dei protagonisti, componenti di una famiglia tradizionale, ma tanto particolare e la meravigliosa tenerezza della scrittrice nel descrivere i momenti dell’infanzia , quasi identici per tutti i bimbi…e poi…e poi…

Non è facile spiegare ciò che ha mosso in noi la storia umana e bellissima che ci ha aperto la porta della “Casa entre dos soles”….Bisogna leggerla per sorridere, commuoversi, sentirci vivi e capaci di assorbire la profonda umanità, la cultura e l’indomabile forza di Marisa Vannini.

Anna Maria Tiziano

 

 

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