Razionamento nello Stato Zulia, scoppia la polemica

CARACAS – La decisione del Governatore dello Stato Zulia, Francisco Arias Cárdenas, di non permettere ai consumatori l’acquisto libero dei prodotti di prima necessità è stata interpretata come l’applicazione di un razionamento; razionamento che agli emigrati europei ricorda quello adottato nell’ultima guerra mondiale e che in America latina evoca il “libretto di approvigionamento” della vicina Cuba.

La reazione è stata immediata. Già nei giorni scorsi, quando erano solo voci di corridoio, si sono avute le prime avvisaglie di cosa sarebbe accaduto. Non deve quindi sorprendere se l’annuncio del provvedimento ha provocato una marea di polemiche.

Non è un razionamento, ha assicurato il Governatore dello Stato Zulia per poi spiegare:

– Il provvedimento risponde unicamente alla necessità di evitare il contrabbando verso vicina Colombia.

Il Governatore Arias Cárdenas ha sottolineato che la decisione, seppur polemica, ha come unico obiettivo quello di “permettere a tutti gli zuliani di poter avere accesso a tutti i generi alimentari e ai prodotti di prima necessità”.

Nel suo account in Twitter, il Governatore dello Stato Zulia ha scritto: “Sono disposto ad assumere ogni responsabilità pur di sconfiggere il flagello del contrabando”. Ha poi risposto a coloro che hanno censurato il provvedimento scrivendo: “E’ facile criticare dalla comodità di  un computer o di un telefonino senza offrire alternative”.

Di tutt’altra opinione coloro che hanno obiettato il provvedimento. Se dall’estero la “bloguera” cubana, Yoani Sánches, segnala che in Venezuela si realizzano “prove di razionamento” e sottolinea che a Cuba “almeno tre o quattro generazioni hanno vissuto e vivono con il Libretto di Approvigionamento”, in Venezuela è stato una pioggia di critiche. Ad esempio, il deputato dell’Unt, William Barriento, ha comparato il provvedimento del Governatore Arias Cárdenas con il razionamento applicato nella vicina Cuba.

C’è, d’altro canto, chi si chiede perchè, se realmente si vuole evitare il contrabbando di generi alimentari e di prodotti di uso quotidiano, non si  realizzi un maggior controllo nella frontiera così da evitare che i nostri prodotti possano essere portati e venduti in Colombia.