Dragi presenta il piano per una pulizia nei bilanci delle banche

FRANCOFORTE. -La Bancacentrale europea tenta di aprire il vaso di pandora delle banche dell’Eurozona e dei loro ‘buchi’, nodo centrale nella recessione e del ‘credit crunch’ che blocca i prestiti alle imprese e alle famiglie. Con un piano ”radicale” per fare pulizia nei bilanci bancari e imporre ai governi di affrontare la realtà, considerare anche l’intervento pubblico per riparare sistemi sottocapitalizzati, con ‘falle’ senza precedenti e proprio per questo incapaci di prestare a famiglie e imprese, esacerbando la recessione. Un piano che rischia di mettere in secondo piano, o far slittare, l’annunciata offensiva per favorire il credito alle piccole e medie imprese ricorrendo a strumenti finanziari come gli ‘Abs’, che avrebbero trasferito i rischi dalle banche alle Bce. E che emerge alla vigilia del consiglio direttivo di oggi, quandola Bcetornerà ad analizzare la situazione economica dell’Eurozona: le economie dei Diciassette sembrano stabilizzarsi anche se molte restano in recessione, suggerendo di mantenere i tassi fermi al minimo storico dello 0,5% e prendere tempo prima di procedere a un nuovo, eventuale taglio. Questa, almeno, l’opinione della gran parte degli economisti, anche se proprio oggi l’Eurotower probabilmente peggiorerà ancora una volta le sue stime trimestrali sulla crescita dei Diciassette rispetto al -0,5% (2013) previsto a marzo.

Il lavoro dei banchieri a Francoforte torna, dunque, sul tema scottante delle banche. Dopo le indiscrezioni del Financial Times e il pressing del Fmi (i prestiti in Spagna e Italia sono praticamente bloccati, avvertiva il direttore generale Christine Lagarde chiedendo di intervenire sul capitale degli istituti di credito e puntellarli con misure straordinarie della Bce) , ieri èla Frankfurter AllgemeineZeitung a scrivere che ”dall’autunno prossimo i banchieri centrali con le autorità di controllo (l’Ebe presieduta dall’italiano Andrea Enria) esamineranno i bilanci dei più importanti istituti finanziari dell’Eurozona”, come previsto in vista della sorveglianza bancaria che verrà conferita a Francoforte. Prima di intervenire e prendersi i rischi delle banche, a quel che sembrala Bceintenderebbe fare un’operazione-verità sui buchi, i crediti incagliati delle banche che nei Paesi in difficoltà dell’Eurozona peggiorano di giorno in giorno con la recessione: in Italia, secondo l’Abi, si è toccata la cifra record di 131 miliardi. In ragionamento è – a quanto si apprende – che non ha senso stimolare il credito all’economia se le banche continuano a non avere sufficiente capitale e a nascondere bilanci malridotti. Ma l’operazione è costosa e di investitori pronti a investire miliardi nelle banche dei Paesi ad alto spread (ed alta recessione) non se ne vedono molti. Per questo Draghi, alla conferenza stampa di oggi, potrebbe mettere l’accento, più del solito, sulla necessità che gli Stati si preparino ove necessario a intervenire di tasca propria sul capitale bancario. Affrontando il grande tabù di dover spiegare ai cittadini che, per aiutare l’economia, tocca ancora una volta aiutare le banche.

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