La crisi si aggrava: Pil peggio del previsto

ROMA  – L’economia italiana nel primo trimestre di quest’anno è andata peggio del previsto. I dati già negativi diffusi circa un mese fa dall’Istat sono stati rivisti al ribasso: il Pil a gennaio-marzo 2013 è calato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto al primo trimestre 2012. In entrambi i casi un decimale in più rispetto alla stima preliminare. Resta la conferma che l’economia retrocede per il settimo trimestre consecutivo. Profondo rosso anche per la produzione industriale (ad aprile -0,3% congiunturale e -4,6% rispetto allo stesso mese del 2012) che, su base tendenziale, mette a segno il ventesimo calo di fila. Brutte notizie anche per il ‘made in Italy’: nel primo trimestre del 2013 l’export è diminuito dell’1,9% rispetto al trimestre precedente segnando la peggiore performance dall’inizio del 2009.

– Si tratta di dati previsti che appartengono a situazioni precedenti: noi stiamo lavorando sulla terapia, non sulla diagnosi –  ha commentato il ministro per lo Sviluppo Flavio Zanonato. Mentre il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha osservato che i dati diffusi dall’Istat ”ci dicono che il primo trimestre è andato anche peggio di quanto ci aspettavamo”. L’ex presidente dell’istituto di statistica non è ottimista neanche per l’immediato futuro: considerando che i dati sulla produzione industriale indicano che ”il calo prosegue, allora probabilmente il secondo trimestre non sarà quello della svolta”.

Dalle confederazioni del commercio alle associazioni dei consumatori allora si leva una voce unanime: ora si blocchi l’ulteriore aumento dell’Iva. Per Confesercenti ”lo stop all’Iva non è più rinviabile. Appare anzi l’unico modo per far tornare almeno un poco di fiducia nel mercato interno e per evitare che un’ulteriore depressione dei consumi trasformi la stagione estiva in un bagno di sangue per il turismo”.

”Un rinvio non e’ sufficiente”, avvertono Adusbef e Federconsumatori, mentre per il Codacons ”il governo Letta deve abbandonare l’aumento dell’Iva previsto per luglio, sospendendo definitivamente il provvedimento”. Con il primo trimestre in rosso sull’economia italiana grava già una pesante ipoteca per tutto il 2013. La variazione acquisita del Pil è infatti dell’1,6%.

La spesa delle famiglie nel primo trimestre 2013 è diminuita di mezzo punto percentuale rispetto al trimestre precedente e del 3,4% rispetto al primo trimestre 2012. Lo ha evidenziato l’Istat, con i dati sul Pil, aggiungendo che su base tendenziale il calo di acquisti di beni durevoli è stato del 6,7%. Rispetto all’anno precedente l’acquisto di beni non durevoli è diminuito del 4% e le spese per servizi dell’1,7%. Per quanto riguarda i settori, invece, il segno meno ha interessato industria, edilizia e servizi. Mentre l’unica boccata di ossigeno e’ arrivata dall’agricoltura

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