Immigrazione, Obama sfida il Congresso: riforma entro l’estate

Pubblicato il 11 giugno 2013 da redazione

WASHINGTON. – ”Se Il Congresso lavora seriamente non c’è nessun motivo sensato per non approvare la riforma migratoria entro la fine dell’estate”. Barack Obama torna a incalzare il Congresso a far presto e a dare il via libera a un provvedimento che assicuri un cammino per la cittadinanza a 11 milioni di immigrati che magari vivono da anni negli Stati Uniti ma senza documenti a posto. Un testo a cui lui, lo stesso Obama, ha legato il successo del suo secondo mandato, un po’ com’è stata la riforma sanitaria nel suo primo quadriennio da presidente. Un appello forte, vibrante, nel giorno in cui il Senato è chiamato ai primi voti, solo procedurali, su una materia ancora al centro di un dibattito infuocato. ”Tanti passi avanti sono stati fatti con un lavoro bipartisan”, sottolinea Obama, parlando alla East Room della Casa Bianca in diretta tv. ”E ora è arrivato il momento di trovare un’intesa attesa da tanti anni da tanti milioni americani in tutto, tranne che per la legge”. Dietro il suo palco tanti supporter della riforma, tra cui il sindaco democratico di San Antonio, Texas, Julian Castro, l’ex ministro al Commercio, Carlos Gutierrez, la presidente del Bridge Project Dreamer, Gabriela Pacheco e il leader del potente sindacato Afl-Cio Richard Trumka. Obama parla ai ‘dreamer’, ai milioni di persone, arrivati negli States da bambini, che studiano, si sentono e sono praticamente americani in tutto e per tutto, tranne che per la legge.

Obama esorta il Congresso, e soprattutto i repubblicani, a usare ”il buon senso” per trovare un accordo necessariamente bipartisan, visto che alla Camera i democratici non hanno la maggioranza. Ma lui stesso sa che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane sarà battaglia vera: si parte con due voti procedurali, il cui esito positivo è dato per scontato. Ma lo scontro feroce tra democratici e repubblicani, a colpi di emendamenti e mozioni, sarà sui veri scogli della riforma: la sicurezza dei confini, le dimensioni della sanatoria e soprattutto l’assistenza medica da assicurare o meno agli immigrati una volta regolarizzati. Questi i temi che terranno banco nei giorni a venire. Gli occhi di tutti gli Usa, non solo dei media com’è un po’ capitato con lo scandalo Nsa, ma stavolta dei cittadini in carne e ossa, saranno rivolti a Capitol Hill. In gioco ci sono interessi e bisogni di milioni di ‘latinos’ che da anni, all’urlo ‘Si Se Puede’ chiedono giustizia e uguaglianza. Oggi tutti ostentano calma e moderazione. Lo stesso Speaker repubblicano, John Boehner s’è detto ottimista, dicendo che si aspetta l’approvazione del testo entro l’anno. Tutti mostrano buona volontà perché nessuno vuole apparire come colui che non pensa al bene di un elettorato, quello ispanico, cruciale ai prossimi appuntamenti, dal voto di medio termine a quello perla Casa Bianca.Tuttavia, nei mesi scorsi, dopo un durissimo lavoro preparatorio, la cosiddetta ‘Gang of Eight’, una commissione bipartisan creata ad hoc non è riuscita a raggiungere un testo condiviso. Così, almeno per il momento, la strada di una riforma organica appare tutta in salita e piena di ostacoli.

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