Bankitalia: la crisi frena i mutui ma più debiti per le famiglie

Pubblicato il 11 giugno 2013 da redazione

ROMA  – La crisi finanziaria ha falcidiato l’erogazione di mutui alle famiglie italiane. Tra il 2007 e il 2011 i prestiti concessi dalle banche per l’acquisto di abitazioni sono diminuiti di quasi il 22%, colpendo soprattutto giovani e stranieri, considerati le categorie più a rischio, e spostandosi principalmente verso i nuclei familiari più abbienti e più sicuri. E’ il quadro che emerge da un Occasional paper di Bankitalia, dedicato dagli economisti di Via Nazionale a ”L’indebitamento e la vulnerabilità finanziaria delle famiglie nelle regioni italiane”.

La foto è quella di italiani sempre più indebitati da Nord a Sud. L’incidenza dei debiti finanziari sul reddito disponibile lordo delle famiglie è salita nel 2011 al 53,2% dal 30,8% del 2003 ed è aumentata soprattutto per le famiglie del Mezzogiorno, dove in termini percentuali è praticamente raddoppiata (dal 26,7 al 50,8%).

Il grado di fragilità finanziaria non sembra essere peggiorato significativamente dopo l’inizio della crisi grazie anche, rilevano gli economisti, alle politiche più caute da parte degli intermediari finanziari e la favorevole evoluzione dei tassi d’interesse. Tuttavia, una quota non trascurabile di nuclei familiari ha sperimentato disagi nella gestione dei pagamenti, sia nell’ambito del rapporto con la banca sia per quanto riguarda le proprie spese domestiche. I mutui immobiliari restano la principale causa d’indebitamento, nonostante l’ammontare delle erogazioni si sia drasticamente ridotto.

Nel 2011 i prestiti per l’acquisto di casa sono stati pari a 48,9 miliardi, il 21,6% in meno rispetto al picco del 2007. Da un lato la diminuzione della domanda è ascrivibile al calo del reddito reale delle famiglie, alle incerte prospettive occupazionali e alle attese negative sull’evoluzione del mercato immobiliare. Ma dall’altro, alla contrazione dei mutui hanno contribuito anche politiche di offerta divenute più restrittive a partire dal 2008, connesse al peggioramento delle condizioni di finanziamento degli intermediari, ai più stringenti vincoli di bilancio e all’aumentato rischio di credito.

 

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