Letta: “Senza lavoro l’Italia non si salva”

Pubblicato il 12 giugno 2013 da redazione

ROMA – Il vertice a quattro con Francia, Germania e Spagna si avvicina e in Italia il tema lavoro è sempre più al centro dell’attenzione di governo, capo dello Stato, parti sociali e forze politiche. L’allarme che giunge è unanime, ma il governo è al lavoro per studiare soluzioni da mettere nero su bianco nel cosiddetto ‘decreto del fare’, che sarà varato prima del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno.

– Se non c’è il lavoro il paese non si salva – è il messaggio perentorio che il premier Enrico Letta ha lanciato al congresso della Cisl -. Domani nell’incontro a Roma cercheremo con Germania Francia e Spagna di definire un’agenda sul lavoro, non solo parole, servono fatti e serve un messaggio ampio e collettivo – ha assicurato il premier, puntando il dito anche contro il cuneo fiscale che pesa come una zavorra in particolare sul lavoro. Posizione, questa che trova d’accordo il ministro dello sviluppo Flavio Zanonato per il quale ”il rilancio dei consumi non può che passare da una riduzione della tassazione suil lavoro” e a suo dire la minor pressione fiscale sul lavoro deve essere ”la strada maestra per il rilancio del mercato interno e dei consumi”.

Mentre si profila un probabile slittamento a sabato del consiglio dei ministri inizialmente previsto per oggi – ad annunciarlo è stato il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo -, sul tema del lavoro è tornato anche il presidente della Repubblica. Ancora una volta Napolitano punta il dito contro la scarsità di lavoro per i giovani: la vera sfida, a suo giudizio, è infatti ”riuscire a tenere insieme la prioritaria difesa dei diritti e della dignità del lavoro con l’individuazione degli interventi e degli strumenti innovativi per superare la drammatica caduta dell’occupazione specie giovanile”.

Montano intanto le aspettative per l’appuntamento di venerdì e per le misure che si appresta a varare il governo. Una prima possibile e concreta iniziativa è stata annunciata dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini.

– Stiamo pensando di ridurre a zero la pausa tra un contratto e l’altro per i più giovani – ha spiegato assicurando inoltre che ”nel vertice di Roma  per la prima volta si metteranno insieme i ministri dell’Economia e del Lavoro perchè si è capito che il blocco dell’occupazione è anche un blocco della ripresa, mi aspetto che discuteremo posizioni comuni importanti per il Consiglio europeo di fine giugno”.

D’altra parte lo stesso Giovannini sottolinea che il governo sta lavorando sta studiando la possibilità di ”sostenere le aziende che assumono giovani con meno di 30 anni”, ma ricorda anche che si è preferito non fare manovre fiscali a metà anno e dunque ci si muoverà negli interventi per l’occupazione a risorse date. Il tema lavoro è stato al centro dei lavori del congresso della Cisl con Raffaele Bonanni, che ha avvertito:

– La tenuta del governo dipende solo dall’efficacia della sua azione. Dai risultati che saprà realizzare rispetto al lavoro e alla crescita.

Il leader della Cisl si augura che la riunione di tutti i ministri europei ”possa determinare delle soluzioni forti e finalmente una svolta nelle politiche contro la disoccupazione, soprattutto a favore dei giovani”.

Di centralità dell’occupazione, assieme al problema del fisco, ha parlato anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani che ha chiesto di trovare soluzioni equilibrate tra ”lavoro per i giovani, rimodulazione delle tasse sulla casa e necessità di evitare l’aumento dell’Iva”. Mentre Annagrazia Calabria del Pdl ha sottolineato l’importanza di trovare ”risorse e margini di manovra per interventi di defiscalizzazione che riducano il costo del lavoro e che favoriscano l’assunzione dei giovani”.

FT striglia Letta
Il Financial Time, mai tenero con gli ultimi presidenti del consiglio italiani, da Berlusconi a Mario Monti, prende di mira anche Enrico Letta a 40 giorni dal suo ingresso a Palazzo Chigi. In un editoriale dl titolo ‘La letargia di Letta’, si sostiene che il governo ”ha fatto molto poco per rimettere in moto l’economia” e in questo momento ”il suo programma assomiglia sempre di più a una trilogia impossibile”.

Parole accolte con un po’ di fastidio tra i ministri ma il premier invita tutti a rispondere ”con i fatti e non con le parole” e a prendere la critica come un pungolo a fare meglio e ad accelerare con i provvedimenti in cantiere. Il Ft, al di là dei tempi un po’ lenti, non sembra credere molto neanche al programma del governo di larghe intese, che ” assomiglia sempre di più a una trilogia impossibile: vuole tagliare le tasse, aumentare la spesa per l’istruzione e, allo stesso tempo, rispettare gli obiettivi sul deficit fissati da Bruxelles”.

Punture che a Palazzo Chigi possono essere prese come uno sprone a chiudere una serie di dossier sul tavolo dei vari ministeri, a partire dal ‘decreto fare’ al varo forse già nel fine settimana. Ma che non modificheranno la convinzione del premier e della maggioranza che in questo momento servono misure anticicliche per far ripartire la crescita e ridare fiato ai consumi.

Nessuno a Palazzo Chigi nasconde che ”la situazione è difficile” e che bisogna fare i conti con risorse limitate e al tempo stesso con un metodo che tenga conto delle diverse pressioni di Pd e Pdl.

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