Vinotinto una batosta cha frantuma un sogno

Pubblicato il 12 giugno 2013 da redazione

CARACAS – Con il ko subito martedì a Puerto Ordaz contro l’Uruguay la vinotinto vede allontanarsi le chance di approdare al primo mondiale. I ragazzi di César Farías hanno racimolato un misero punticino dei sei in palio e così sono scivolati la nazionale dal quinto al sesto posto.

Dopo il preziossisimo pari a La Paz, uno dei campi più difficili a causa delle condizioni atmosferiche, le speranze di andare in Brasile erano tante. Le illusioni erano così tangibili che i tifosi si erano recati nello stadio Cachamay di Puerto Ordaz da tutti gli angoli del Venezuela e con ben 6 ore di anticipo. Ma dopo il duro colpo subito contro l’Uruguay queste speranze sono ridotte al lumicino.

La Vinotinto è scesa in campo grintosa, con voglia di portare a casa i tre punti e nei primi minuti sembrava che potesse farcela. Ma al 27 minuto di gioco, accade il fattaccio, l’evento che ha fatto da spartiacque, il gran gol di Edinson Cavani. Da quel momento, la nazionale allenata da César Farías ha abbassato il ritmo senza più ritrovarlo e lasciando il pallino del gioco alla nazionale ‘charrúa’.

Una rete particolarmente importante per il ‘Matador’: erano infatti sette mesi – da un’amichevole con la Polonia a novembre – che non segnava con la maglia ‘Celeste’.

I ‘charrúas’ hanno approfittato del vantaggio per imporre il proprio gioco: nascondere la palla e contrastare inmediatamente appena una maglia vinotinto cercava di inserirsi nella loro area. Dal canto loro i padroni di casa non riuscivano a superare il muro eretto dalla squadra ospite: hanno abusato delle palle lunghe effettuando molti cross che non arrivavano a destinazione. L’attaccante Rondón ha cercato in tutti i modi di spaccare gli ingranaggi della difesa uruguaiana composta da Lugano e Godín, ma senza riuscirci. Molte le critiche per il mancato utilizzo sin dal fischio d’inizio di Fernando Aristeguieta. La Vinotinto ha concluso la gara giocando con tre punte, ma uno di questei è entrata al posto di ‘maestrico’ Gonzalez uscito malconcio dal rettangolo di Cachamay; il povero Arango era l’unico che cercasse di scodellare palloni utili in area per impensierire l’ex laziale Muslera.

Da questa gara possiamo tirare fuori con le pinze l’ottima prova del portiere ‘criollo’ Dani Hernández che nella ripresa ha difeso con onore la porta, non permettendo ai ‘charrúas’ di segnare il 2-0. I compagni di reparto Vizcarrondo e Tuñez hanno disputato un’ottima gara.

Giocatori come Lucena e Rincón hanno giocato al di sotto delle aspettative. Rosales, Arango e Maestrico hanno fatto di tutto per supportare i compagni con palle giocabili, ma non è stato sufficente per portare a casa la vittoria

Molti si chiedono se in una gara vitale come quella contro l’Uruguay non sarebbe stato meglio avere in panchina giocatori del calibro di Rómulo Otero, Ángelo Peña e Josef Martínez mandati a casa dopo la gara con la Bolivia.

Adesso la Vinotinto deve puntare assolutamente al quinto posto della classifica Conmebol, posizione che gli permetterebe lottare per un posto-spareggio contro una rivale asiatica. Il calendario a prima vista sembrerebbe favorire i ‘criollos’ con due gare in casa (Perù e Paraguay) ed una in trasferta (contro il Cile). La squadra di Farías non può permettersi altri passi falsi, l’ultimo jolly se l’è giocato contro l’Uruguay. Adesso l’obiettivo sarà vincere le tre gare e sperare in miracoli sportivi provenienti da altre latitudini. Si sà la speranza è l’ultima a morire.

Fioravante De Simone

 

 

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