Il ‘nuovo’ Balotelli: “Impegno ed umiltà”

RIO DE JANEIRO – “Italiano? Mario Balotelli”. La frase diventata di rito quando si sale su un taxi a Rio de Janeiro testimonia la metamorfosi generazionale azzurra, e una popolarità di Supermario che nessuno immaginava fosse così ampia da queste parti. Il milanista è riuscito perfino a prendere il posto di Paolo Rossi, ricordo doloroso di una tripletta al Sarria che in Brasile non è scolorito con il passare degli anni. Ma adesso c’é lui, Balotelli, simbolo di una nuova Italia multietnica e immediatamente eletto in terra carioca testimonial della lotta al razzismo, da parte di un club, il Vasco, che da questo punto di vista ha cercato di fare molto.

L’attaccante del Milan, richiestissimo per le foto di rito sotto alla statua del Cristo al Corcovado, ha il potere di attirare perfino gente che qui in Brasile è a sua volta idolo di molti. E’ il caso del peso medio di UFC Vitor Belfort, rappresentante della nuova moda dei combattimenti di ogni tipo che qui in popolarità è seconda al solo calcio. Ebbene Belfort, che nel suo paese dove va ferma il traffico, ha voluto andare dagli azzurri e mettersi in posa per qualche scatto insieme a Balotelli.

“Adoro il football – ha spiegato – e in particolare Supermario, ricordo ancora il suo all’Europeo contro la Germania, e ci tenevo a conocerlo”. ‘Balo’ ovviamente ricambia tanto affetto e dopo il tweet “io amo il Brasile”, ha messo la foto della spiaggia di Barra a Tijuca al posto di quella dei leoni che c’era sul suo profilo. Ha poi promesso, sempre tramite social network, “professionalità, umiltà e impegno”, come dire che in Brasile intende essere protagonista del risveglio di un’Italia ‘in panne’ nelle ultime uscite.

Adesso, e soprattutto tra dodici mesi, nel frattempo Praga è già dimenticata: ora ci sono Rio e i complimenti di Pelé, che gli hanno fatto particolarmente piacere.

“Balotelli è forte – ha detto O Rei -. E’ un centravanti vero, mi piace molto come gioca perché usa la sua fisicità per farsi spazio tra gli avversari. Il suo stile mi piace, mi ha impressionato la sua forza offensiva”.

E quale occasione migliore, domenica, di una partita al Maracanà per far vedere che il ‘calciatore del secolo’ ha ragione? Per il ct in pericolo del Messico, José Manuel De La Torre, Balotelli sarà sicuramente un grosso grattacapo in più, da solo (come sembra volerlo schierare Prandelli) o in coppia con il Faraone El Shaarawy.

Intanto il suo modo di fare scanzonato e il cappellino portato all’indietro, unita alla voglia di cimentarsi con il ‘futevolei’ appena arrivato a Barra, ha fatto presa sui tifosi carioca, ai quali il bomber azzurro ricorda Neymar, che sarà stato pure del Santos e non calciatore di un club carioca, ma non per questo è meno amato. E poi i due si somigliano anche per quanto sono gravati dal peso delle aspettative. Il Brasile si attende molto dal suo nuovo numero 10, l’Italia potrebbe diventare Balotelli-dipendente, e il calcio è bello per questo.

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