Letta vede Obama: “Fare di più contro la disoccupazione”

Pubblicato il 17 giugno 2013 da redazione

LOUGH ERNE (IRLANDA DEL NORD) – Enrico Letta centra il primo obiettivo: Barack Obama é al suo fianco nel chiedere che i grandi della Terra facciano di più contro la disoccupazione giovanile. Il cavallo di battaglia con cui il capo del governo italiano è entrato a palazzo Chigi arriva sul tavolo del G8.

L’intento di Letta, mai reso esplicito ma evidente, è quello di avere nella Casa Bianca un utile alleato nel difficile tentativo di convincere Angela Merkel a mettere la lotta alla disoccupazione al primo posto nelle priorità dell’Europa. Un’alleanza che potrebbe rafforzarsi ulteriormente durante la visita a Washington concordata oggi proprio nella bilaterale tra Letta e Obama. Nel patio di fronte al lodge della delegazione statunitense, il presidente del Consiglio ottiene la promessa dell’uomo più ‘potente del mondo’ di porre la questione sul tavolo del summit. Per affrontare e risolvere questo problema, ragiona Obama, è necessario innanzitutto avere la consapevolezza della sua gravità.

Musica per le orecchie del premier italiano che proprio a questo ha lavorato per settimane, insieme agli sherpa di palazzo Chigi, affinchè anche Washington ponesse la questione.

– Con Obama è andata molto bene, davvero molto bene – è il commento soddisfatto di Enrico Letta sul primo faccia a faccia con il presidente Usa -. Finora, meglio di così non poteva andare – aggiunge il premier allargando il suo giudizio all’andamento del summit.

Il resto del colloquio con Obama, svoltosi interamente in inglese e senza l’ausilio di interpreti, è dedicato alle altre questioni internazionali: la Siria, su cui Letta fa garbatamente capire all’alleato statunitense le perplessità italiane sull’idea di armare i ribelli. Obama però gli ribadisce la preoccupazione già espressa in questi giorni, confermando il timore che il regime di Assad stia usando armi chimiche. Ma anche sulla Libia dove si registra una nuova ondata di violenze che preoccupano gli Stati Uniti tanto che Obama, consapevole degli interessi economici italiani nel Paese, chiede l’aiuto di Roma.

Letta ha già in tasca un piano e lo illustra al presidente USA spiegandogli che oggi lo presenterà anche al premier libico Ali Zeidan. Ma è sul fronte economico, disoccupazione ma anche rilancio dell’economia, che Letta gioca la sua partita più importante. Anche in vista dei prossimi appuntamenti europei. E così durante la sessione dedicata proprio all’economia, ribadisce quanto sia necessario un riequilibrio in favore delle giovani generazioni soprattutto in Italia, dove i cinquantenni sono stati ampiamente tutelati, e le recenti riforme delle pensioni hanno ulteriormente ridotto le opportunità lavorative dei giovani. E lo stesso Letta, parlando con i suoi collaboratori a confermare che Obama ha mantenuto la parola.

Il presidente USA, spiega il premier, si è rivolto agli altri leader presenti, compresa la cancelliera tedesca, per ricordare come la disoccupazione giovanile rischia di avere ripercussioni sul ”tessuto sociale” e per questo bisogna assolutamente affrontare il problema. Anche il ‘padrone di casa’ David Cameron, riferisce sempre il premier italiano, loda la ”franchezza” di Letta in particolare nel descrivere le difficoltà del Paese e dell’Europa di fronte ad una situazione sociale sempre più drammatica.

Va’ da sè che anche il francese Francois Hollande e i vertici europei rappresentati da Herman Van Rompuy e Josè Manuel Barroso condividono la strategia dell’Italia.

– L’obiettivo non è isolare la Merkel, ma convincerla che non ci sono alternative a che l’Europa faccia di più sul fronte dell’occupazione – spiegano fonti di palazzo Chigi. E in questa partita, aggiungono ”la sponda della Casa Bianca può essere molto utile visto che Washington ha tutto l’interesse a che l’economia del Vecchio Continente riparta il prima possibile”.

Ma la partita è ancora lunga e tutta in salita. Berlino. come dimostrano le recenti chiusure sulla golden rule (anche nella versione ‘minimal’ sullo scorporo dei fondi strutturali dai bilanci nazionali) non ha intenzione di cedere.

– Speriamo che le cose cambino dopo l’elezioni di settembre, in modo da ottenere qualcosa al vertice Ue di fine anno – è la speranza a palazzo Chigi, dove però non si nasconde una certa preoccupazione per l’attivismo di Silvio Berlusconi. Anche per questo Letta ha voluto subito stoppare il leader del Pdl che suggeriva di sforare il tetto del 3% del rapporto deficit/pil.

– Farlo sarebbe un suicidio –  la replica che si raccoglie nel governo.

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