Maduro calificó el paro universitario como “un saboteo”

Pubblicato il 18 giugno 2013 da redazione

MÉRIDA- El presidente de la República, Nicolás Maduro, se refirió este miércoles a las protestas estudiantiles que se han originado en algunos estados del país.

“Hay que ver el esfuerzo para mantener 2 millones 500 mil estudiantes universitarios, récord mundial, a pesar de que la derecha gremial universitaria, ha tomado el camino del saboteo de las clases de los muchachos y no tienen la razón”, aseveró.

Acusó al gremio de profesores de sabotear a los estudiantes, porque, según el mandatario, hace tres semanas, fue instalada una mesa de trabajo donde se debaten aspectos reivindicativos.

“Lo que han hecho es sabotear a los muchachos ¿ustedes saben por qué? porque hay una mesa de trabajo, desde hace tres semanas, conversando todos los temas gremiales reivindicativos, porque a las universidades no les ha faltado los recursos”, aseguró el mandatario desde el estado Mérida.

Precisó que los recursos para el funcionamiento de las universidades autónomas, así como al resto de las casas de estudios, han sido entregados correctamente.

En este sentido, invitó a los estudiantes “meterle la lupa” y preguntar qué han hecho los rectores de la universidades con los recursos que asignó el Gobierno nacional. “No les fallamos con los recursos”.

“Yo hago un llamado a la reflexión. Si hay una mesa de trabajo, respétese la mesa de trabajo y los resultados de esa mesa. En una democracia estos temas se debaten y vamos a seguir dialogando”, puntualizó.

“Están haciendo perder el año escolar a un grupo de estudiantes, sin razones, porque hay una mesa trabajando los temas”, sumó.
El Presidente ratificó que una vez se llegue a un acuerdo, el Gobierno asignará los recursos para hacer efectivas las medidas que se aprueben para el sector universitario.

Estudiantes protestan
Un grupo de estudiantes de la Universidad Central de Venezuela (UCV) y de la Universidad Simón Bolívar (USB) trancaron la autopista Francisco Fajardo, a la altura del Distribuidor Altamira como medida de protesta ante el conflicto universitario.

El presidente de la Federación de Centros Universitarios de la UCV, Juan Requesens, indicó que tomaron esta medida para ejercer sus derechos y exigir una respuesta del ministro de Educación Universitaria, Pedro Calzadilla.

“Hemos ido al ministerio, a la Asamblea Nacional, hemos hecho marchas ¿Qué quieren? (…) La ciudad se la trancamos. El movimiento estudiantil va a seguir en la calle ¡Póngase los pantalones Calzadilla porque nosotros nos cansamos”, expresó.

Luego de tres horas de cierre de la autopista, un representante de la Fiscalía se presentó en el lugar para atender las demandas de los estudiantes y se comprometió a esclarecer los hechos violentos presentados este miércoles en la UCV, así como a buscar a los responsables.

Los jóvenes accedieron a permitir el tránsito vehicular a la altura del distribuidor Altamira.

La estudiante de medicina de la UCV, Hilda Rubi González, señaló que los universitarios continuarán en las calles, protestando todos los días. “No nos vamos a callar, vamos a estar en la calle (…) Tenemos más de 39 compañeros en huelga de hambre. Esta protesta llamada el 12 a las 12 es en todo el país. Ministro, es hora de que resuelva los problemas”.

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