Nasce una “task force” per combattere la criminalità

ROMA – Non soltanto è necessario rendere più efficace la lotta alla criminalità organizzata. Occorre farlo utilizzando strumenti normativi nuovi che consentano di rendere più rapida e concreta la legislazione in materia, ammodernandola anche con l’introduzione di modifiche al Codice di procedura penale che snelliscano la macchina della giustizia, in molti casi troppo complessa e lenta.

lo scopo per il quale il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha deciso di istituire una task force per l’elaborazione di proposte in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità. L’organismo è presieduto dal segretario generale della Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli.

L’istituzione della Commissione, che in verità ha cominciato a lavorare già da alcuni giorni, è stata annunciata ieri con un comunicato della Presidenza del Consiglio, ma Letta ne ha parlato anche nel corso della conferenza stampa che ha tenuto a Lough Erne, in Irlanda del Nord, a conclusione del G8, elencandone i componenti: Magda Bianco, dirigente della Banca d’Italia; Giorgio Spangher, ordinario di procedura penale; Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, ed i magistrati di Cassazione Raffaele Cantone ed Elisabetta Rosi. La Commissione dovrà ultimare i suoi lavori entro 90 giorni.

Sulle finalità dell’organismo si è soffermato Nicola Gratteri.

– Lo scopo della task force – ha detto – deve essere quello di proporre concretamente modifiche normative per velocizzare il processo penale in modo da abbattere i tempi e quindi i costi del sistema giustizia e, contestualmente il potere discrezionale di chi amministra giustizia. Dovrà introdurre modifiche normative così importanti da non rendere più conveniente delinquere. Per quanto mi riguarda – ha aggiunto Gratteri – spero di riuscire a concretizzare tutte le mie idee in materia di ammodernamento della giustizia.

E una delle idee di Gratteri è già, in un certo senso, rivoluzionaria: dotare ogni detenuto di un tablet sul quale ricevere, con messaggi di posta elettronica certificata, tutti gli atti relativi al suo processo, comprese le notifiche, sfruttando la rete intranet che già collega gli uffici giudiziari italiani. Un tablet, ovviamente, da utilizzare solo per ricevere e che non consenta la modifica dei messaggi. In questo modo, secondo il magistrato, si abbatterebbero del 50 per cento i costi ed i tempi dei processi. Raffaele Cantone, da parte sua, ha riferito che la task force è già al lavoro ed e’ gia’ pronto il primo progetto per l’introduzione del reato di autoriciclaggio. Il prossimo fronte di impegno e’ rappresentato dal voto di scambio politico-mafioso.

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