Riforme, Letta teme fibrillazioni e si concentra sul Governo

ROMA  – E’ calma apparente, in Parlamento. Nel giorno in cui parte l’iter del ddl sull’abolizione del finanziamento ai partiti ed entra nel vivo la discussione sul percorso delle riforme costituzionali, non si registrano ”fibrillazioni” particolari nella maggioranza. Ma ciò non vuol dire che siano finite.

– Continueranno – è consapevole il premier Enrico Letta. Che assicura ”rispetto” per ogni discussione tra le forze politiche. E tranquillizza il Pdl anche sull’aumento Iva:

– Agiremo e decideremo collegialmente.

Poi rimarca:

– Sono iper concentrato sugli obiettivi del governo.

Sono tanti i dossier caldi sul tavolo del governo. E non mancano le tensioni nella strana maggioranza che lo sostiene.

– Non credo che le fibrillazioni finiranno domani mattina – ammette Letta guardando alla politica italiana dall’Irlanda, dov’è per il G8 -. C’è una discussione dentro i partiti sugli equilibri politici ma anche sulle riforme costituzionali. Dunque, c’è da attendersi che le discussioni continueranno.

Tra gli obiettivi dell’Esecutivo ci deve essere anche il tentativo di evitare l’aumento dell’Iva. Un punto sul quale però Letta non si sbilancia:

– Naturalmente agiremo e decideremo collegialmente come – sottolinea – sempre fatto in questi 45 giorni.

Intanto alla Camera parte con procedura d’urgenza l’esame del ddl del governo che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. La commissione Affari costituzionali ha un mese per approvarlo e spedirlo in Aula e il termine per gli emendamenti al testo è già stato fissato al primo luglio. Ma la strada è irta di ostacoli e le proposte di modifica, più o meno drastiche, da parte dei partiti si annunciano numerose.

– Dovremo trovare un meccanismo per garantire riservatezza ai cittadini – dice ad esempio uno dei relatori, Maria Stella Gelmini (Pdl), che fa sue alcune perplessità sulle modalità studiate per la destinazione del 2 per mille ai partiti in busta paga. Il Movimento 5 Stelle, che al finanziamento pubblico ha già rinunciato, però non si fida. E chiede al governo di sospendere intanto, nel tempo necessario a varare la legge, il pagamento dei rimborsi elettorali alle forze politiche per il 2013. E’ vero che il ddl dell’esecutivo prevede che quei rimborsi vengano progressivamente ridotti, fino alla cancellazione, dal 2014, lasciandoli intatti per quest’anno. Ma i grillini puntano all’abolizione fin da subito. Vogliono provare a stravolgere in Aula il testo del governo, che considerano ”l’ennesima legge truffa”. E se non ce la faranno sono pronti, annuncia Roberta Lombardi,a presentare un referendum abrogativo:

– Non ci mettiamo nulla a raccogliere 500mila firme. Basta prese per i fondelli!

Sul fronte delle riforme, si apre intanto la discussione in commissione Affari costituzionali al Senato. E la maggioranza prova ad abbassare i toni dopo le tensioni della scorsa settimana sul ddl costituzionale del governo che istituisce il Comitato bicamerale dei 40.

– Devo constatare un atteggiamento molto positivo del gruppo del Pdl – dice il ministro Gaetano Quagliariello, che fa la spola tra Camera e Senato e spende parole concilianti per Renato Schifani, che duramente lo aveva criticato:

– Svolge giustamente la sua funzione di capogruppo

Quagliariello plaude pure al leghista Roberto Calderoli che propone l’istituzione di un comitato consultivo dei rappresentanti locali e chiede modifiche al ddl:

– Punta a risolvere alcuni punti aperti – dichiara.

Insomma, il clima è ”positivo”, riassume Anna Finocchiaro. Ma ”fibrillazioni”, ammette Letta, sono sempre in agguato.

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