La Ministro Bonino portatrice delle istanze della nostra collettività

Pubblicato il 19 giugno 2013 da Mariza Bafile

ROMA:- “Gli incontri del Presidente Nicolàs Maduro e del Ministro degli Esteri Elias Jaua si sono svolti in un clima di serenità e rispetto”. Il Ministro Plenipotenziario Luigi Maccotta, Direttore Centrale per i Paesi dell’America Latina, è soddisfatto per l’esito della visita del Presidente del Venezuela in Italia. Essendo stato ambasciatore in Venezuela in anni particolarmente difficili, Maccotta conosce bene la nostra realtà e sa valutarne sfumature che ad altri potrebbero sfuggire.

Grazie a questa conoscenza, ne siamo certi, è stato lui a tracciare i punti dell’agenda che sarebbe stato utile toccare nel corso delle riunioni.

– Prima dell’incontro tra Maduro e Napolitano si sono riuniti i due Ministri degli Esteri, Elias Jaua ed Emma Bonino. – ci spiega il Ministro Plenipotenziario –  Un incontro che la Ministro italiana ha immediatamente alleggerito da possibili tensioni e durante il quale, parlando un perfetto spagnolo, ha inserito con grande determinazione il tema della collettività facendo riferimento a problemi come quello degli italiani di Maracaibo che lavoravano nell’indotto del petrolio o quello degli espropri, in particolare delle terre.

Il Ministro Jaua ha ascoltato con attenzione e all’ambasciatore Serpi, che si sarebbe lamentato per una difficile comunicazione con l’Inti e il Ministero dell’Agricoltura, ha promesso che avrebbe facilitato immediatamente appuntamenti ai più alti livelli.

L’ambasciatore Maccotta ci tiene a sottolineare la stima e considerazione profonda con cui Jaua si è sempre rivolto agli italiani che vivono in Venezuela.

“Ha parlato dei nostri connazionali con espressioni di profonda gratitudine e considerazione”, ci dice.

Varie le richieste venezuelane “fatte con grande umiltà e con la consapevolezza di parlare con una nazione amica”, puntualizza Maccotta. Tra esse la ripresa dell’accordo di cooperazione con la Polizia italiana, l’assistenza in materia penale e il riconoscimento delle patenti di guida. Importanti anche le richieste di sostegno per la riattivazione dell’economia in particolare nei settori agroindustriale, infrastrutturale, turistico. È stato espresso interesse anche per il consolidamento delle piccole e medie imprese e per il modello dei distretti industriali.

“Il Presidente Chàvez si è concentrato sul piano politico ora a noi tocca concentrarci su quello economico” ha detto il Ministro Jaua mostrando una nuova apertura politica e la volontà di affrontare i problemi che oggi rendono particolarmente difficile la vita dei venezuelani.

– Quali sono stati i passaggi più importanti della riunione del Presidente Maduro con il nostro Capo dello Stato Giorgio Napolitano?

– È stato un incontro positivo e impostato a grande chiarezza e sincerità. Ma anche a grande rispetto perché non avevamo nessuna intenzione di dare lezioni ma solamente consigli. Consigli dispensati, con grande saggezza, da un vecchio Capo di Stato con esperienza, come Napolitano, ad un giovane Presidente. Napolitano ha sottolineato l’importanza di promuovere un dialogo e un processo di pacificazione. “Non è possibile favorire la crescita del paese senza dialogo – ha detto a Maduro il nostro Capo di Stato – un Presidente deve saper essere Presidente di tutti”. Se per un verso le parole di Napolitano sono state un riconoscimento alla legittimità di Maduro da un altro lo hanno indicato come primo responsabile di un futuro di pace e riconciliazione tra venezuelani.

– E quale è stata la reazione di Maduro alle parole di Napolitano?

– Di attento ascolto. Credo che abbia accolto pienamente il significato di questi consigli dati, ripeto, con grande rispetto e quasi con la benevolenza di un padre verso un figlio.

– Napolitano ha anche fatto un cenno ai ritardi nei pagamenti alle nostre multinazionali.

– Si, anzi ha chiesto se la causa di questi ritardi fosse un’insoddisfazione verso il lavoro svolto dalle nostre imprese. Ma il Presidente Maduro ha risposto che i ritardi nei pagamenti non dipendono assolutamente dall’operato delle imprese di cui invece sono ben felici. Ne ha assunto l’intera responsabilità e ha promesso che sarà creato un Fondo di Garanzia per onorare al più presto questi impegni.

– Come lei ben sa negli ultimi tempi la nostra collettività ha sentito l’Italia molto lontana, quasi indifferente a quanto accadeva in Venezuela. Possiamo dire che questa visita ha risvegliato un interesse verso le nostre problematiche?

– Mi creda, l’Italia non è mai stata lontana dalla collettività del Venezuela, anzi ne seguiamo con attenzione tutte le vicende. Purtroppo anche il nostro paese ha attraversato momenti di grande difficoltà, cambi di governo, problemi economici e un livello preoccupante di disoccupazione. Capisco che in Venezuela ci sono stati passaggi delicati come la morte di un leader e le elezioni ma in quel periodo la situazione italiana era davvero complicata. E comunque, lo ripeto, questo non significa indifferenza. La nostra comunità può essere tranquilla, l’Italia non la dimentica e non la abbandona.

 

Luigi Maccotta ci spiega che a seguito della visita della comitiva venezuelana in Italia, è stato riattivato il Consiglio di Cooperazione che, dopo un primo incontro al quale ha partecipato l’allora Ministro degli Esteri Franco Frattini, era rimasto bloccato.

– Ora è stato deciso di fare un nuovo Consiglio, sempre a Caracas, nei primi mesi del 2014. Quella sarà un’ottima occasione per stringere ulteriormente i rapporti tra i due paesi, aggiungere nuove tematiche e verificare quanto è stato fatto nel frattempo.

– Tornando alla comunità, lei sa bene che i problemi che deve affrontare quotidianamente sono tanti. Alcuni di loro sono quelli che coinvolgono ogni venezuelano, come per esempio quello della sicurezza, altri ci riguardano particolarmente. Penso ad esempio a quello del mancato pagamento delle pensioni venezuelane sia agli italiani che tornano in Italia, sia a coloro che dovrebbero percepire la parte che, a seguito della Convenzione di Sicurezza Sociale, dovrebbe erogare lo stato venezuelano. In pratica, nonostante esista un accordo bilaterale di vecchia data tra i due paesi il Venezuela non lo rispetta creando un danno ai nostri pensionati. Ben diversa è la situazione per altre comunità come quella spagnola. La Spagna ha una Convenzione simile alla nostra ma i suoi connazionali ricevono regolarmente quanto dovuto in materia pensionistica.

– Non conosco benissimo questa tematica ma mi rendo conto che a volte ci sono tecnicismi che bloccano anche gli accordi e le convenzioni.

– Ma se esiste volontà politica si trova anche il modo di sbloccarli.

– Certo, e sicuramente nei prossimi mesi anche questo tema potrà essere analizzato al fine di trovare una soluzione positiva per i connazionali.

– Suggerisce dunque ai Patronati di stilare un documento congiunto da portare al Consiglio di Cooperazione?

-No, credo che questo sia un tema che può essere trattato fin da subito. Questa visita ha creato un terreno favorevole affinchè la nostra ambasciata possa muoversi per dare risposte positive anche a tematiche spinose e che sembravano bloccate. Bisogna battere il ferro finchè è caldo per cui penso che i problemi vadano affrontati immediatamente dalla nostra Ambasciata.

– Come lei ben sa a volte questi incontri possono dissolversi nel nulla se non vengono seguiti con la dovuta cura. Quali sono i prossimi passi che bisognerà fare affinchè le parole non restino prive di contenuto?

– Oltre al lavoro che, come ho detto, può essere svolto fin da subito dalla nostra Ambasciata, abbiamo in agenda due incontri importanti per i prossimi mesi. Il Ministro Jaua ha detto che tornerà in Italia in occasione della Conferenza Italia-America Latina e in previsione di ciò la Ministro Bonino ha dato disposizioni affinchè sia elaborata un’agenda che permetta ai delegati venezuelani di avere incontri utili con imprenditori e istituzioni, secondo le loro richieste. Poi nel 2014 si realizzerà il Consiglio di Cooperazione, altro momento molto significativo per dare concretezza agli accordi verbali. L’incontro sarà presieduto dalla nostra Ministro che ha promesso di recarsi in Venezuela per l’occasione.

– Qual è stata la sua personale impressione che ha ricavato da questo viaggio in Italia del Presidente venezuelano e del Ministro degli Esteri?

– Devo dire che sono rimasto favorevolmente sorpreso – spiega Luigi Maccotta – nel notare la disponibilità al dialogo del Presidente Maduro e del Ministro Jaua. Ho avvertito la preoccupazione per le difficoltà che sta affrontando il Venezuela, la consapevolezza che non esistono ricette magiche e quindi la volontà di chiedere sostegno ai paesi europei con i quali si sentono più vicini e che rappresentano degli interlocutori, direi, naturali. Ho anche potuto percepire, con soddisfazione, il ruolo speciale che conferiscono all’Italia, agli italiani e alla nostra comunità. E per concludere desidero nuovamente far arrivare ai nostri connazionali un messaggio rassicurante. L’Italia non li dimentica, noi non li dimentichiamo e in ognuno di questi incontri teniamo sempre molto presente, come ha dimostrato la Ministro Bonino, il fatto che in Venezuela viva una grande comunità di origine italiana.

Mariza Bafile

 

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