Ma dov’è finito Snowden?

MOSCA. – Si infittisce, forse grazie ad un’abile ‘disinformazia’, il giallo sull’ex agente governativo Edward Snowden, accusato di spionaggio dagli Stati Uniti, di cui si sono perse le tracce all’aeroporto di Sheremetevo da ieri, quando è arrivato da Hong Kong: dopo che le agenzie russe avevano annunciato la sua partenza sul volo Mosca-L’Avana con prosecuzione per Quito, dove ha chiesto asilo politico, i giornalisti presenti allo scalo, alcuni dei quali imbarcatisi sullo stesso aereo, hanno riferito di non averlo visto imbarcarsi. Il suo posto, il 17A, come avevano fatto trapelare i media russi, è rimasto vuoto. Fonti dello scalo e delle forze dell’ordine hanno poi confermato che il passeggero non è salito sull’aereo. I reporter non escludono che Snowden sia partito camuffato o che ci sia stato un depistaggio sul volo, di cui ormai si conosceva ogni particolare. Gli Usa avrebbero potuto costringere l’aereo ad un atterraggio forzato nel loro spazio aereo, come ventilato anche da fonti locali. Ormai c’è una ridda di informazioni anonime spesso in contraddizione tra loro: c’è chi dice che ha già lasciato la Russia, chi sostiene che si trovi ancora nella zona di transito dello scalo, altri non escludono che la ‘talpa’ Usa possa partire domani con il prossimo volo che faccia scalo a Cuba, dato che non esistono voli diretti per Quito. Esperti russi ritengono che Snowden sia stato sentito dopo il suo arrivo a Mosca dai servizi segreti russi, per i quali può rappresentare un grande interesse. In ogni caso la sua tappa moscovita rischia di incrinare i già fragili rapporti Usa-Russia.

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