Ballottaggi: in sicilia i movimenti battono gli ‘apparati’

PALERMO  – Gli apparati di partito si sgretolano di fronte all’avanzata dei movimenti. A sorpresa, 5stelle e ‘No ponte’ vincono i ballottaggi a Ragusa e Messina, modificando di colpo la geografia politica dell’isola, a conferma di quell’appellativo di ‘laboratorio’ attribuito alla regione a ogni tornata elettorale.

Crollano di botto i vecchi schemi e vacillano gli imperi elettorali di alcuni ras politici, come quello del deputato Pd, Francantonio Genovese: l’armatore, recordman italiano di voti alle ultime primarie e big sponsor di Felice Calabrò, si deve arrendere alla sinistra estrema e ai militanti del ‘No ponte’ che conquistano il comune di Messina.

Così il centrosinistra, che sognava l’en plein dopo la vittoria al primo turno a Catania con Enzo Bianco, deve accontentarsi di Siracusa. L’affluenza è stata del 46,19%, con 21,72 punti in meno rispetto al primo turno, quando votò il 67,9% degli elettori. Il risultato per i partiti è desolante. Dopo il centrodestra, sconfitto al primo turno quasi ovunque, anche per il centrosinistra è tempo di riflessioni.

Le alleanze ai ballottaggi con i rivali del Pdl non premiano la scelta, anzi. Succede, per esempio a Ragusa. Qui vince il Movimento 5stelle. Grillo conquista così il suo primo comune siciliano, dopo il flop del Movimento al primo turno negli altri capoluoghi di provincia. Federico Piccitto diventa sindaco col 69%, più del doppio dei voti di Giovanni Cosentini.

Altrettanto sorprendente il risultato a Messina. Felice Calabrò, che al primo turno non ce l’aveva fatta per soli 59 voti (aveva raggiunto il 49,94%), è stato battuto da Accorinti (52,6%), che vince per quasi 3.500 voti ma senza avere la maggioranza in consiglio comunale. Accorinti, 59 anni, è insegnante di educazione fisica e tecnico della Federazione italiana di atletica leggera; è tra i fondatori del movimento ‘No al Ponte’ sullo Stretto

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