Napolitano: Stop a fibrillazioni”. Pdl alza la posta

ROMA – ”Serve continuità di governo”: non è possibile che a soli due mesi dalla sua formazione già ”si parli della incombente, imminente e fatale crisi di governo”. Sono proprio queste parole del presidente della Repubblica a dare il senso di quanto alta sia la tensione politica nella maggioranza dove, il giorno dopo la sentenza Ruby, il Pdl sbanda paurosamente alzando il prezzo sulla cancellazione dell’Imu e dell’aumento dell’Iva. E lo scontro si accende anche sull’acquisto degli F35 sul quale la maggioranza rischia di spaccarsi, mentre parte del Pd è assai tentata di abbracciare le posizioni ‘anti-cacciabombardieri’ di Sel.

E’ in gioco la tenuta stessa del Governo e di questo Enrico Letta ha parlato nel faccia a faccia con Silvio Berlusconi cercando di siglare almeno una ‘pax estiva’.

– Sarebbe irresponsabile far saltare l’azione di governo a fronte di episodi giudiziari che riguardano Silvio Berlusconi – spiega Guglielmo Epifani confermando quanto la maggioranza sia traballante.

L’allarme del Colle è evidente e i partiti ne leggono il non detto: così a tutti tornano in mente le parole pronunciate più volte da Giorgio Napolitano.

– Se vedrò le sordità del passato non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al Paese – disse con chiarezza alle forze politiche sin dal giorno del suo secondo giuramento. Un monito ben chiaro alle forze politiche che lo possono interpretare come vogliono: che il presidente possa dimettersi in caso di crisi evitandosi così un altro balletto di inutili consultazioni o che, al contrario, cerchi e provi una maggioranza diversa dall’attuale, sulla carta possibile.

Ma nel Pdl è il giorno dell’ira, come plasticamente dimostra la manifestazione-show convocata a piazza Farnese da un Giuliano Ferrara con il rossetto per sostenere lo slogan ”siamo tutti puttane”. In questo clima il pur normalmente pacato Sandro Bondi attacca frontalmente il presidente dandogli del ”Ponzio Pilato” per non aver speso una parola a difesa del cavaliere. Il partito di Berlusconi sembra quasi voler chiedere un improbabile intervento del Quirinale contro la magistratura. Ma al di là delle parole la partita vera si gioca sull’economia: il premier e’ alla vigilia di un Consiglio dei ministri decisivo, stretto dalla necessità di presentarsi in Europa con i compiti svolti – come ha chiesto anche ieri Angela Merkel – e le richieste ultimative del Pdl sulla cancellazione dell’Imu e dell’aumento dell’Iva.

La linea Maginot del Pdl la detta bene Renato Schifani:

– Saremo inflessibili, attendiamo a breve dei provvedimenti shock sull’economia.

Il tutto si intreccia con due settimane di fuoco per le sorti politico-giudiziarie del cavaliere: giovedì i giudici della terza sezione civile della Cassazione esaminano il ricorso della Fininvest contro la sentenza di secondo grado sul lodo Mondadori. Poi c’è la spada di Damocle della procura di Napoli che nei prossimi giorni deve decidere se rinviare o meno a giudizio il cavaliere per la compravendita del senatore Sergio De Gregorio. Quindi, il prossimo 9 luglio i grillini presenteranno alla Giunta per le elezioni del Senato la richiesta di ineleggibilità per Berlusconi. Una prova ad alto rischio, anche – o forse soprattutto – per il Pd.

Ecco spiegato perchè il presidente ieri mattina ha voluto far sentire la sua voce per frenare la ‘corsa’ di alcuni e fornire la propria sponda a Letta.

– Abbiamo il record della fibrillazione politica – ha esordito al Cnr facendo capire che non c’è alternativa al governo di coalizione -. Serve rispetto delle istituzioni, che sono capisaldi della vita e dello sviluppo di uno stato democratico e di una società civile degna di questo nome”.

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