Spagna-Italia la grande occasione di Gilardino

ROMA – Ha vinto un Mondiale, un Campionato Europeo Under 21, un bronzo olimpico con l’Italia e una Champions League e un Mondiale per Club con il Milan. Ha segnato 159 gol in Serie A e 18 con la Nazionale. Eppure è considerato un “perdente”, un attaccante di secondo piano, uno di quei giocatori che vanno sempre e comunque criticati, perché nei momenti decisivi si sciolgono e peccano di personalità. Alberto Gilardino, grazie alla fiducia del suo mentore Prandelli e al contemporaneo infortunio di Mario Balotelli, ora ha una nuova grande occasione per diventare protagonista con la maglia azzurra. La semifinale di Confederations Cup, contro la Spagna, lo vedrà titolare al centro dell’attacco italiano. Lui per la prima volta in carriera affronta i campioni del Mondo e d’Europa in carica e vorrebbe, come spesso ha fatto, lasciare il segno.

Cesare Prandelli ha sempre creduto in Alberto Gilardino. Lo ha fatto esplodere a Parma, lo ha visto consacrarsi a Firenze, sempre sotto la sua guida. E allora dopo l’ultima ottima stagione con il Bologna, non ha esitato a convocarlo, dandogli l’occasione di far parte del gruppo che il prossimo anno giocherà il Mondiale in Brasile. Il forfait di Mario Balotelli, ora ha costretto Cesare Prandelli a cambiare modulo e uomini in vista della rivincita con la Spagna. Probabile il ritorno al 3-5-2 con Giaccherini e Maggio sugli esterni davanti alla collaudata difesa a tre di stampo juventino (Barzagli-Bonucci-Chiellini). A centrocampo dovrebbe rivedersi De Rossi, insieme a Montolivo e probabilmente Pirlo, ormai sulla via del recupero. In attacco scelte obbligate: Gilardino agirà da prima punta affiancato dal numero dieci Giovinco. Più difficile, invece, ipotizzare lo schieramento dal primo minuto di due ali come Cerci ed El Shaarawy.

Gila, dopo una stagione incolore tra Firenze e Genova (appena 6 gol messi a segno nel 2011/2012), ha avuto l’occasione del rilancio a Bologna. Grazie a Pioli e agli assist del suo compagno d’attacco “Alino” Diamanti, nell’ultima stagione è andato a segno 13 volte, contribuendo a gran parte della salvezza rossoblù. Per la sua esperienza internazionale (53 presenze in azzurro) e per aver già giocato molte partite importanti in carriera, tutta l’Italia si aspetta molto da lui. Contro San Marino, nell’amichevole pre Confederations, è tornato a segnare in Nazionale dopo quasi 3 anni. Ma non segna un gol decisivo dalla tripletta a Cipro del 2009.

Ecco allora la grande occasione. C’è la Spagna e quella che doveva essere la partita della rivincita di Mario Balotelli, può diventare la partita della riscossa di Alberto Gilardino. Gli iberici hanno dominato il Mondo negli ultimi 5 anni, vincendo due Europei e un Mondiale. La squadra di Del Bosque non perde da 28 gare ufficiali (ultima sconfitta con la Svizzera al Mondiale 2010), che scendono a 25 se consideriamo le amichevoli: è dal novembre 2011 (1-0 contro l’Inghilterra) che i mostri del tiki-taka non perdono. Anche gli azzurri si sono tolti la soddisfazione di battere la Spagna: grazie alla reti di Montolivo e Aquilani, hanno vinto 2-1 nell’amichevole di Bari dell’agosto 2011. Negli ultimi due precedenti, all’Europeo, sono arrivati un 1-1 nel girone e la debacle, sconfitta per 4-0 in finale. C’è voglia di rifarsi, nonostante le assenze pesanti e la non perfetta condizione di pilastri come Barzagli e Pirlo. Se nel calcio esistono i miracoli, la sorpresa potrebbe arrivare proprio dal destino e da quell’attaccante troppe volte discusso. Ecco allora perché Italia-Spagna potrebbe essere l’ultimo canto del romantico “violino” di Alberto Gilardino.

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