ARMARCORD. La volta in cui il Caracas mise ko il Barcellona

Pubblicato il 27 giugno 2013 da redazione

CARACAS – Andava in onda la seconda edizione della coppa Coronel Marcos Pérez Jiménez, nota anche come la ‘Piccola Coppa del Mondo’, torneo che tra il ’52 ed il ’57 si disputava nello stadio Olimpico della Ucv. Al torneo partecipavano prestigiosi club provenienti dall’Europa e dal continente Américano.

Nell’edizione del 1953 i tifosi che gremivano gli spalti videro realizzarsi una delle imprese calcistiche più importanti della storia del calcio venezuelano: il 16 luglio del 1953 per la prima ed unica volta un club ‘criollo’ riusciva a battere nientemeno che il Barcellona.
Oltre alla squadra catalana partecipavano anche i brasiliani del Corinthians e la Roma.

In quella squadra giallorossa debuttava un tale Alcides Ghiggia proveniente dal Peñarol, ala di gran classe che aveva messo in ginocchio una nazione, il Brasile, con un gol nella finale del Maracanà.

I padroni di casa furono rappresentati dalla ‘Selección de Caracas’, un team formato dai migliori giocatori del torneo di ‘Primera Categoria’, in rosa c’erano giocatori venezuelani e stranieri (sopratutto europei).

Quella notte magica di quasi 60 anni fa, la ‘Selección de Caracas’ inflisse un sorprendente ko (3-2) al Barcellona. I ‘blaugrana’ si presentavano sul rettangolo verde dello stadio Olimpico come la migliore squadra spagnola del momento, infatti avevano vinto gli ultimi due campionati (1951-52 e 1952-53).

La cornice non poteva essere migliore, le gradinate erano gremite di tifosi, in gran parte spagnoli, che volevano vedere dal vivo le magie dell’ungherese Ladislao Kubala. Gli animi prima dell’inizio della gara erano già accesi, sugli spalti c’erano spagnoli repubblicani esiliati e catalani. Prima del fischio d’inizio l’ambasciatore spagnolo in Venezuela, Manuel Valdés Larragañaga, impedí l’ingresso del Barça fino a quando non fosse rimossa dagli spalti una bandiera della Catalogna. Ma Larragañaga non riuscí ad impedire gli assordanti fischi durante l’esecuzione dell’inno spagnolo.

Stando alle cronache sportive dell’epoca la squadra locale riuscí in qualche modo a bloccare i fraseggi tra il centrocampo e l’attacco catalano. Ma al 16’ minuto di gioco ci fu un’errore dei ‘criollos’ e Kubala non si fece sfuggire l’occasione. Il gol del bomber ungherese fu come una scossa per la ‘Selección de Caracas’, i criollos nel tempo restante del primo assalto riuscirono a ribaltare il risultato segnando tre reti.

L’1-1 per i padroni di casa arrivò 6 minuti dopo grazie al peruviano Vides Mosquera che con un abile pallonetto riusci a superare il portiere ‘barcelonista’ Ramallets. Con la rete del pari i capitolini iniziarono a credere nelle proprie potenzialità ed al 41’ videro il risulato dei propri sforzi con la seconda rete di Vides, che approfittando di un cross lungo di Otero, per la seconda volta nella serata gonfiava la rete avversaria.

Il 2-1 fu un colpo talmente duro per il Barcellona che non riuscí a riprendersi, e cosí arrivava il definitivo colpo del ko con Miloc.
Il fischio dell’arbitro che decretava la fine del primo tempo, permetteva al Barcellona di rientrare negli spogliatoi con l’illusione di ricaricare le batterie per ribaltare il risultato avverso.

Ma nella ripresa la squadra culé non riuscí a impensierire la difesa ‘caraqueña’, e l’unico sussulto della seconda frazione di gioco arrivó a cinque minuti dalla fine ancora una volta con Kubala.

Dopo il triplice fischio dell’arbiro non mancarono i complimenti del mister catalano e del presidente del Barcellona.

“Sono rimasto davvero sorpreso dal gioco di questa squadra – commentó a fine gara Fernando Daucick, mister dei catalani -. Hanno giocato meglio di noi. Hanno fatto tre reti spettacolari e meritato il risultato”.

Succedeva quasi sessant’anni fa: lo storico stadio Olimpico di Caracas fece da cornice ad una delle serate più belle e memorabili a livello di club del calcio venezuelano.

Fioravante De Simone

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