Datagate, Obama all’Europa: “Spiegheremo tutto”

NEW YORK – ”Daremo all’Europa tutte le informazioni che vuole”. Barack Obama – sempre piú nell’occhio del ciclone per il Datagate – replica alle capitali del Vecchio Continente che lo accusano di spiare i Paesi alleati degli Stati Uniti. E lo fa mettendo in chiaro una cosa: tutti i servizi di intelligence, compresi quelli europei, cercano e raccolgono informazioni sugli alleati.

– E’ un fatto usuale – per usare le parole del capo della diplomazia Usa, John Kerry.

– I chiarimenti sul Datagate saranno dati agli alleati europei attraverso i normali canali diplomatici, con contatti sia con l’Unione europea sia con i singoli Paesi – assicura il dipartimento di Stato americano.

E sará anche cosí. Ma da Roma a Parigi, passando per Berlino e Bruxelles, l’ira della Ue per le ultime rivelazioni targate Edward Snowden non si placa, così come la richiesta di spiegazioni.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin ribadisce che Mosca non ha intenzione di estradare nessuno. Anche se avverte Snowden:

– Se vuole restare in Russia deve smetterla di danneggiare i nostri partner americani.

Così, il presidente Usa è costretto a difendersi dalla bufera dalla Tanzania, ultima tappa del suo viaggio in Africa. Un viaggio che avrebbe voluto fosse ricordato per episodi altamente simbolici, come la visita all’isola degli schiavi o quella al carcere di Mandela. Invece il suo storico tour è inevitabilmente oscurato dal clamore delle notizie diffuse col contagocce dalla ‘talpa’ del Datagate. E l’assenza del presidente da Washington, in queste ore di grande difficoltà per la sua amministrazione, pesa non poco.

– Gli europei sono stretti alleati degli Stati Uniti, e Washington lavora con loro su qualunque cosa e in qualunque campo, compreso quello che riguarda l’intelligence – sottolinea Obama da Daar es Salaam. Quindi – sembra voler dire i presidente Usa – nessuno scandalo. E non ci può essere alcuna sorpresa sul fatto che gli Stati Uniti raccolgano informazioni anche sui loro partner.

– Del resto – aggiunge il presidente – tutti i servizi di intelligence, compresi quelli europei, cercano di capire quello che succede nelle varie capitali del mondo attraverso fonti che non siano solo quelle giornalistiche.

Ad agitare i sonni dell’inquilino della Casa Bianca soprattutto il destino ancora incerto di Snowden – bloccato all’aeroporto internazionale di Mosca – e la possibilità che lasci trapelare nuove esplosive rivelazioni. Washington continua a chiederne l’estradizione alle autorità russe, nonostante le parole di Putin. Al caso stanno comunque lavorando insieme l’Fbi e i servizi di Mosca (Fsb).

La ‘talpa’ avrebbe chiesto asilo politico a ben quindici Paesi, compresa la Russia. Ma la lista non è stata divulgata.

– Una mossa disperatam – l’ha definita un funzionario del ministero degli esteri russo, dopo il ‘no’ dell’Ecuador che in un primo momento sembrava voler accogliere l’ex contractor della NSA.

– Non sono un traditore – ribadisce Snowden nella documentazione in cui chiede asilo -. Le mie azioni sono dettate solo dal desiderio di aprire gli occhi del mondo”. (ANSA).