Carri armati al confine con Gaza, esercito egiziano chiude i tunnel

GAZA. – Carri armati egiziani – fra venti e trenta – hanno fatto la loro prima comparsa in assoluto lungo la linea di confine fra il Sinai egiziano e Gaza, in parallelo con l’acuirsi delle tensioni politiche al Cairo. Da giorni Hamas ha proclamato ‘zona militare chiusa’ il confine con l’Egitto, ed una misura analoga è stata adottata sull’altro versante dall’esercito egiziano. Nel Sud della Striscia agenti di sicurezza impediscono ai curiosi di avvicinarsi. Dalla fine di giugno, per volere dell’esercito egiziano, tutti i tunnel di contrabbando verso la Striscia hanno cessato di funzionare. A Gaza si avverte penuria di combustibile, di sigarette e anche di medicinali. Un unico raggio di ‘normalità’ è rappresentato dal valico di Rafah, fra Gaza ed Egitto, che resta aperto al transito di passeggeri. Ma lungo la frontiera la tensione è elevata. L’Egitto, a quanto pare, teme che elementi radicali cerchino di passare clandestinamente dalla Striscia verso il Sinai per prendere parte in prima persona alla crisi politica al Cairo. In Israele la notizia dell’invio dei carri armati – in deroga agli accordi di smilitarizzazione – ha forse destato qualche imbarazzo. Fonti militari, citate dai mass media, hanno detto in termini generici che tutte le operazioni dell’esercito egiziano nel Sinai sono concordate con Israele ”nell’intento comune di arginare le attività di terroristi legati alla Jihad mondiale ed al Qaida”. Ancora di recente nel Sinai settentrionale un alto ufficiale dell’esercito egiziano è stato ucciso da uomini armati. In questi giorni di incertezza i dirigenti di Hamas stanno attenti a non compiere ‘invasioni di campo’ nella scena politica egiziana. Il mese scorso mezzi di stampa egiziani hanno infatti accusato Hamas di aver avuto un ruolo attivo nella rivoluzione del gennaio 2011 e di aver aiutato l’attuale presidente Mohammed Morsi a fuggire dal carcere: addebiti nettamente smentiti dai dirigenti di Gaza. Ma ieri un deputato di Hamas, Yunis al-Astal ha dichiarato (a titolo personale) alla stampa iraniana che Morsi è vittima di un complotto ordito dagli Stati Uniti e da ”alcuni regimi arabi” assieme con elementi del regime di Hosni Mubarak.

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