Letta ai partiti: “Insieme per soluzioni, no a polemiche”

ROMA  – Di rientro dal viaggio in Israele e in partenza, oggi, per Berlino per il vertice sul lavoro con la cancelliera Angela Merkel, il premier Enrico Letta guarda alle fibrillazioni dentro la maggioranza. E al vertice di domani, preteso dai montiani e subito accordato dal governo che però non ha intenzione di affrontarlo con la gravità di una verifica di maggioranza ma come un confronto, ”uno dei numerosi e periodici già fatti”, per mettere a punto i prossimi provvedimenti e raggiungere il traguardo dei 100 giorni.

E’ soprattutto il ministro Dario Franceschini che sta tessendo i rapporti dentro la maggioranza in vista della riunione mattutina a Palazzo Chigi. Al vertice, come richiesto soprattutto dal Pdl, parteciperà, a quanto si apprende, anche il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, cruciale per affrontare i nodi delle coperture su Imu e Iva e della partita fiscale che il governo deve cominciare ad affrontare per evitare l’ingorgo fiscale in autunno.

Letta non ha alcuna intenzione di polemizzare con gli alleati di governo ma, ancora una volta, a quanto spiegano fonti di maggioranza, metterà in chiaro che i partiti di maggioranza devono aiutare l’esecutivo a trovare le soluzioni.

“Ogni stimolo e proposta va bene, le polemiche, invece, lasciano il tempo che trovano”, è la posizione condivisa da molti ministri. E comunque, al di là delle posizioni dei partiti, il governo deve cercare di restare concentrato sui provvedimenti e l’obiettivo del vertice di giovedì è condividerli con Pd, Pdl e Sc ”come si è fatto d’altra parte finora – chiosano a Palazzo Chigi – con occasioni di confronto e riunioni quasi settimanali che non sono mai mancate”.

Proprio perchè la bussola è l’agenda delle cose da fare, il governo cerca di restare lontano, finchè è possibile, da casus belli extra-governativi, come la mancata intesa di maggioranza su Daniela Santanchè.

– Sono temi che riguardano dinamiche parlamentari tra partiti che non toccano il governo – spiega, e auspica, una fonte governativa, ribadendo la stessa linea ripetuta dal premier riguardo a potenziali ‘mine’, come i processi di Silvio Berlusconi o il congresso del Pd

 

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