Pd, torna il correntone dei Big

ROMA  – Le prove di dialogo nell’area della maggioranza che sostenne Pier Luigi Bersani alle primarie di ottobre contro Matteo Renzi mettono il sindaco rottamatore in allarme e creano un clima da ‘guerra fredda’ nel partito. Mentre Guglielmo Epifani fa sapere che le regole non si modificano ad ogni piè sospinto, e che quindi il segretario ”non è automaticamente candidato premier”. Il Leader Pd ha quindi assicurato che il congresso ”si terrà entro l’anno”.

Oggi, alla riunione organizzata dai ‘bersaniani’ al Nazareno per presentare il loro documento congressuale ‘Fare il Pd’ ci saranno tutti i big. Da Pier Luigi Bersani a Massimo D’Alema, da Dario Franceschini a Beppe Fioroni al segretario Guglielmo Epifani a esponenti dell’area lettiana. Tutti, tranne Matteo Renzi e i suoi e i veltroniani.

Una scelta precisa, quella del sindaco rottamatore di non partecipare, nemmeno con esponenti della sua area, nonostante l’invito fosse esteso a tutti parlamentari. Tanto che, anche ieri in Transatlantico alla Camera alcuni bersaniani come Alfredo D’Attorre e Davide Zoggia, tentavano, in extremis di convincere la renziana doc Maria Elena Boschi a partecipare.

– La riunione è aperta a tutti – sottolinea D’Attorre ribadendo l’invito.

– Spero che vengano tutti, tutti… – è l’auspicio anche di Bersani. Ma nonostante rassicurazioni da più parti (”Non c’è nessuna santa alleanza contro Renzi”, puntualizza il ministro Dario Franceschini) il sindaco guarda con sospetto le mosse dei ‘pesi massimi’ Dem. E i suoi vanno all’attacco bollando l’iniziativa ‘bersaniana’ come il ”ritorno del correntone”. Da un lato, infatti, il sindaco rottamatore sa che nell’opinione pubblica la versione del ‘Renzi contro tutti’ fa presa; così come l’idea che il sindaco è in campo, come spiega un parlamentare a lui vicino, senza ”accordi e accordicchi” con nessuno.

Dall’altro lato, però, si guarda con preoccupazione ai movimenti di ricompattamento dei big e non sono, certo, sfuggite le prese di posizione degli ultimi giorni, soprattutto di Massimo D’Alema. Avere la ‘ex maggioranza’ contro può, infatti, ‘tagliargli le gambe’ nella corsa per il partito e sul fronte delle regole congressuali. Anche per questo non manca chi tra i suoi gli chiede di sciogliere la riserva sulla sua candidatura al più presto, per levare alibi a chi pensa a regole per la corsa alla segreteria per metterlo in difficoltà. Ma la decisione non è ancora presa con Renzi che continua a ribadire di voler prima vedere le regole d’ingaggio. E non manca anche un pressing, da lui stesso denunciato, perchè rinunci a questo giro per correre direttamente per Palazzo Chigi. Se, alla fine, il sindaco dovesse decidere di non candidarsi alla segreteria c’è chi ragiona già sulla possibilità che dai big arrivi la richiesta a Epifani di restare. Una soluzione che, per altro, potrebbe evitare scossoni al governo.

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