Fariñas sulla sedia Premio Sakharov dopo 3 anni

STRASBURGO. – ”A Cuba tutto cambia per non cambiare nulla”. Cita il Gattopardo e ”la forza della verità” di Gandhi. Ricorda i dissidenti morti reclamando libertà. Elogia la madre, presente ed emozionata più di lui. E finalmente, 3 anni dopo essere stato insignito dal Parlamento Ue del Premio Sakharov, il dissidente cubano Guillermo Fariñas ha ricevuto a Strasburgo l’onorificenza che premia i campioni della libertà di pensiero. Si riempie così quella sedia lasciata vuota il 15 dicembre 2010, quando le autorità dell’Avana impedirono l’uscita dal paese allo psicologo che con i suoi 23 scioperi della fame che le aveva costrette a liberare 114 prigionieri politici. Assente Martin Schulz, a Berlino per il vertice sui giovani, è stato il Pd Gianni Pittella, primo vicepresidente del Parlamento Ue, a consegnargli il premio. Un’onorificenza che non ha lasciato insensibile la plenaria, mai unita quando si parla di Cuba. ”Viva Castro”, ha urlato lasciando l’aula Gianni Vattimo dell’Idv. Anche un gruppo di parlamentari del Gue, il gruppo della Sinistra unitaria, ha abbandonato l’emiciclo. Intanto Fariñas, sommerso da applausi, iniziava il suo discorso. ”Quando sono uscito di prigione la prima volta, mia madre con le lacrime agli occhi mi chiese di firmare le carte per chiedere l’esilio. Io le dissi che non avrebbe dovuto insegnarmi tanto sui patrioti cubani. Se oggi sono qua è per questa donna”, ha detto indicandola e dedicandole il Premio. ”Sono però insoddisfatto – ha poi affermato Farinas in un’intervista all’Ansa – perché speravo di riceverlo quando Cuba fosse stata libera, e Cuba oggi non è libera, ma questo premio è importante perché dimostra che tutti i governi, i deputati e i cittadini Ue sono coscienti di quel che succede a Cuba”. Il dissidente ha chiesto ai Paesi europei di ”fare pressioni sul governo cubano per realizzare delle reali riforme” senza ”diventare complici” di un regime che ”li inganna con false riforme”. ”Non è vero – ha tuonato – come dice il regime che non ci sono più prigionieri politici nelle carceri cubane”. Fariñas, che è giunto in Europa dopo un passaggio negli Usa, ha assicurato che ”tornerà a Cuba” pur avendo ”paura per possibili rappresaglie”. Fariñas è il terzo cubano a ricevere il Premio Sakharov, dopo Osvaldo Payá nel 2002 e le Donne in Bianco, il collettivo di mogli di prigionieri politici, nel 2005. ”Questi Premi portano a Cuba l’appoggio europeo, un appoggio che si diffonde sui nuovi media e sulle reti sociali che evadono il controllo ferreo del governo castrista”.

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