Letta accelera ma resta il nodo Imu-Iva

ROMA  – Clima costruttivo, metodo fattivo, rapporti da intensificare, morale: ”andiamo avanti” e ”serriamo i ranghi” anche se qualche ‘nuvoletta’ all’orizzonte (Iva-Imu, debiti Pa) ancora persiste e sarà difficile vederla diradarsi presto. Due ore di vertice di maggioranza sono state sufficienti per dissipare i dubbi e le incertezze che aleggiavano negli ultimi giorni sul governo e alla fine Enrico Letta è soddisfatto.

– E’ andata bene – chiosa – il governo va avanti e ho ribadito l’impegno ad un maggior coinvolgimento dei partiti della maggioranza anche nell’approfondimento tecnico dei singoli dossier.

Miglior viatico per la successiva visita in Vaticano da Papa Francesco, che l’ha ricevuto in forma privata alle 10.45, il premier non poteva averla dall’atteso vertice di maggioranza convocato ieri di buon’ora a Palazzo Chigi, presenti Angelino Alfano, Fabrizio Saccomanni, Dario Franceschini, Filippo Patroni Griffi e i capigruppo dei partiti che sostengono la coalizione. Fissata l’agenda, con i provvedimenti che la maggioranza si fa carico di accelerare in Parlamento, a cominciare dalla riforma dell’Imu che sarà nero su bianco entro Ferragosto. Ma proprio qui cominciano le note dolenti visto che Letta – ancora prima di conoscere il punto di vista del Fmi sull’argomento (”la tassa va mantenuta”) alla fine ammette che ”non sarà semplice trovare coperture” nel bilancio 2013 e la stessa cosa vale anche per l’Iva, altro capitolo alla ricerca di un ‘tetto’ per consentire lo stop all’aumento.

Se il vertice nella Sala Verde doveva servire a rasserenare il clima, l’obiettivo è stato comunque raggiunto appieno, almeno a leggere i commenti tutti improntati all’ottimismo usciti via via, ma sullo sfondo restano vincoli irrisolti. E’ il caso della delicata partita sui debiti della Pa che il governo sta giocando col fronte imprenditoriale: dalla riunione di maggioranza escono rassicurazioni forti con l’impegno a saldare il dovuto, ma anche qui si accende subito una vis polemica dopo il ”vorrei ma non posso” del ministro Zanonanto che prima confessa ”mi piacerebbe tanto” pagare tutti i debiti della Pa entro l’anno, prima di correggere con un meno ottimistico ”ma non so se si può fare”.

Nonostante ciò, il capo governo vede rosa.

– La riunione di oggi è stata molto positiva – le parole di Letta – c’è un buon rilancio del programma di governo e soprattutto c’è questa idea di una road map che vada verso il completamento di 18 mesi di lavoro e che prevede quattro fasi e quattro obbiettivi. Questi 18 mesi sono convinto che faranno ripartire l’economia italiana e consentiranno quella riforma della politica che – ha ricordato – è l’obiettivo principale del governo che si trova davanti un ostacolo non ancora superato: la soluzione al problema dell’Iva e dell’Imu che sono le cose più complicate, perchè avvengono con il bilancio 2013 che è ancora rigido e non gode della flessibilità garantita dalla decisione annunciata da Bruxelles, mentre la copertura va tutta trovata dentro il bilancio: e ciò non è semplice.

Ostacoli a parte (se ne riparlerà il 18 luglio in un secondo vertice di maggioranza), Letta oltre alla benedizione papalina incassa anche quella dei suoi alleati di governo Pd, Pdl e Sc, con Dellai che parla di ‘vincolo politico rafforzato’, Monti che assicura ‘vogliamo una lunga vita per il governo’, Brunetta che promuove la cabina di regia e chiede, ‘ora correggere gli errori’, ed Epifani che auspica che ”alle intenzioni seguano i fatti”, più investimenti e meno tasse in primis.

Letta ha anche annunciato il ddl costituzionale sull’accorpamento delle province, che sarà all’odg del Consiglio dei ministri odierno, rispondendo così all’obiezione della Consulta. E invitato i partiti di governo a cominciare a definire insieme gli obiettivi del semestre Ue, che partirà a metà 2014: uno dei punti nevralgici indicati durante la riunione dal presidente del Consiglio per rendere più sistematica la cabina di regia governo-maggioranza.

– Un programma vero e proprio – ha detto – con il quale siamo sicuri di avviare un rilancio dell’Europa verso più Europa, com’è nell’interesse dell’Italia.