I conti peggiorano, la crescita un’incognita

ROMA  – Crescita: si tenta di accelerare ma non arrivano buone notizie dai primi conti dell’anno. Le aperture arrivate da Bruxelles renderanno possibile, con molte condizioni, agire sul deficit per trovare spazio nei conti futuri ed avviare investimenti. Ma sempre e comunque restando sotto il tetto del 3%.

L’entusiasmo delle prime ore fa fiorire una serie di ipotesi: i più ottimisti parlano di nuove risorse impiegabili per 15 miliardi, i più cauti parlano di 6 miliardi. I realisti ricordano che l’impiego del maggior deficit è momentaneo e comunque legato al cofinanziamento ed alla realizzazione solo di infrastrutture ben identificate. E poi il discorso varrebbe solo l’anno prossimo visto che il 2013, con il pagamento dei debiti P.a., si chiude già al 2,9%. C’è invece da ragionare sul 2,5% ipotizzato da Bruxelles per il 2014. E in ogni caso c’è da fare i conti con l’andamento dell’economia che, come da fotografia Istat, sconta ancora un andamento negativo.

C’è poi l’incognita della crescita: il Pil è infatti il ‘numeratore’ nel rapporto con il deficit ai fini di Maastricht. Quindi più cresce e più il rapporto migliora. Ma – come spiega il Fmi al termine della sua missione in Italia – le prospettive di crescita sono ancora deboli: -1,8% nel 2013 e +0,7% nel 2014.

Il governo punta ad accelerare e fissa i tempi più stretti con la verifica di maggioranza: pagamenti dei debiti della P.a. più veloci entro l’autunno, ‘caccia’ alle risorse per evitare l’aumento dell’Iva ora solo spostato e riforma dell’Imu prima della pausa estiva. Ma proprio su questo ultimo punto la strada sembra complicarsi dopo l’intervento dell’Fmi. ”La tassa dovrebbe essere mantenuta per ragioni di equita”’.

Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni commenta:

– Terremo in considerazioni la posizione del Fondo.

Ma arriva anche un coro di critiche al Fmi. Soprattutto dal Pdl. Intanto però va avanti il progetto che porterebbe alla cancellazione almeno sulla prima casa. La prossima riunione della cabina di regia Governo-maggioranza ci sarà il 18 luglio. Poi entro agosto si saprà cosa fare della prima rata sospesa.

Nel primo trimestre il deficit peggiora: al 7,3% del Pil, in aumento rispetto al 6,6% dei primi tre mesi dello scorso anno. Ma il vero ‘incubo’ è la pressione fiscale che nel primo trimestre sale al 39,2%, cioe’ +0,6 punti rispetto allo stesso periodo 2012. Insomma guardando le serie dell’Istat risulta il valore maggiore, da quando e’ cominciata la rilevazione, ovvero dal 1999, ben 14 anni fa. L’accelerazione potrebbe preludere a un nuovo record, dopo che il 2012 ha già fatto toccare dei picchi, con una pressione al 44% nei dodici mesi e addirittura al 52% nel quarto trimestre. A fine anno – paventa Confesercenti – si potrebbe passare dal 44% del 2012 ad almeno il 44,7%, un livello superiore anche al 44,4% stimato per quest’anno nel Def.

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