Cassano infiamma Parma: “Qui per vincere”

Pubblicato il 04 luglio 2013 da redazione

PARMA – Difficilmente la piazza di Parma si infiamma per l’acquisto di un giocatore. In passato era successo pochissime volte. Antonio Cassano però è sempre Antonio Cassano. In 4mila lo hanno accolto ieri pomeriggio al Tardini per la presentazione, centinaia hanno acquistato la sua maglia, con il numero 99, altrettanti hanno rinnovato l’abbonamento per non perdersi nemmeno una sua partita.

Il ‘Cassano-day’ è stato un successo, lui non è stato da meno. “Come ho fatto già a Genova, anche qui farò grandi cose. Mi toglierò tante soddisfazioni con la mia squadra – ha esordito – Il prossimo è poi l’anno del Mondiale e voglio fare tante belle cose. Spero che questa sia la mia ultima piazza, voglio finire alla grande”.

Subito un pensiero al Mondiale e subito la rivelazione che se tornerà in azzurro scatterà anche un premio dalla società. Stimoli giusti in una piazza, quella di Parma, definita tranquilla: ma “il termine non mi piace – ha aggiunto il fantasista – Se voglio una piazza tranquilla vado al mare ed io non sono venuto qui per essere in vacanza. A Parma si vive bene, è vero, ma dobbiamo fare grandi cose in campo”.
Il suo compito, rivela, è far fare gol ad Amauri perché lui si sente “seconda punta. Mi piace prima di tutto far segnare e qui avete uno
che è un campione nel farli”.

Si secca quando gli si fa notare di essere arrivato a Parma nell’affare Belfodil. “Io non sono la contropartita di nessuno, io sono un protagonista e basta – ha detto deciso – A me piacciono le grandi sfide. Mi davano per morto dopo Madrid, e io sono rinato e ho riconquistato la nazionale con gol e spettacolo. Sono convinto che anche questa volta sarò io a vincere”.

All’Inter però lascia tanti amici, escluso uno. “Ringrazio Moratti, Branca e Ausilio ma non Mazzarri – ha precisato Cassano – Prima di firmare mi ha detto che ero un titolare fisso, poi quando ha firmato ha detto che ero titolare solo per andare a casa. Io sono andato via dall’Inter perché non ero più nei suoi piani. Io se l’un per cento delle persone non mi vuole vado via. Qui invece mi vuole bene il cento per cento della gente”.

Capitolo cassanate: “Ho trent’anni, due figli – ha risposto con un sorriso Fantantonio – Al massimo se ne farò una il direttore, il presidente e l’allenatore mi daranno due schiaffi. E poi lo sapete tutti: io ho giocato nel Real Madrid, nell’Inter, nel Milan, se avessi avuto anche la testa avrei giocato da solo sulla luna”.

Il tema ha meritato un’altra sua battuta: “Quando sono come il due di coppe con briscola a bastoni faccio dei danni. Quando invece sono responsabilizzato faccio grandi cose. Qui sono carico, sono sereno e sono felice e per farmi rendere al massimo ci vuole la felicità mia e della mia famiglia”.

Poi, finita la conferenza, in campo per i primi calci sul terreno del Tardini. A memoria tante persone per una presentazione solo per Hristo Stoichkov, nel 1995, quando arrivò in Italia fresco Pallone d’oro, e per il beniamino Hernan Crespo quando, nel 2010, ritornò a vestire la maglia crociata. Cassano insomma è già nell’Olimpo dei numero fuoriclasse crociati.

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