Osa, l’italia esige scuse dalla Bolivia

Pubblicato il 09 luglio 2013 da redazione

WASHINGTON – Non vi sono ragioni per le quali l’Italia debba chiedere scusa al presidente boliviano, Evo Morales. Al contrario, è la Bolivia che deve chiedere scusa per le accuse prive di fondamento mosse contro l’Italia. Questo il senso dell’intervento dell’Ambasciatore italiano presso l’Organizzazione di Stati Americani, Sebastiano Fulci.

L’Osa, riunita a Washington in sessione straordinaria, ha discusso ieri  una mozione di condanna, presentata da Bolivia, Ecuador, Nicaragua e Venezuela nei confronti di Francia, Spagna, Portogallo e Italia, accusati di aver negato l’accesso nel loro spazio aereo, all’aeromobile in cui viaggiava il presidente della Bolivia, Evo Morales. L’aereo, poi, è dovuto atterrare d’emergenza in Austria.

Nel rimandare al mittente ogni accusa, l’Ambasciatore Fulci ha riferito ai presenti la versione ufficiale dell’Italia. Quindi ha ricordato le parole della responsabile della diplomazia italiana, Emma Bonino, che,   riferendo alle commissioni unite alla Camera, ha così spiegato l’incidente:

– L’Italia non ha avuto da fare nulla sulla vicenda dell’aereo del presidente boliviano Evo Morales, perchè nel momento in cui è atterrato a Vienna, è decaduta la richiesta di sorvolo indirizzata all’Italia.

Ricostruendo la vicenda, il ministro ha chiarito che il 29 giugno l’Italia aveva rilasciato l’autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo, ma quando il due luglio l’autorizzazione è stata negata da Francia, Spagna e Portogallo, il velivolo ha invertito la rotta ed è atterrato a Vienna, quindi l’Italia non ha avuto da fare nulla perchè essendo atterrato l’aereo, è decaduta la richiesta di sorvolo.

L’Ambasciatore Fulci, dopo aver sottolineato che le denunce di La Paz sono ingiuste e immeritate ha chiesto formalmente agli ambasciatori partecipanti di non fare menzione, nel documento in discussione, all’Italia.

Anche la Spagna, dal canto suo, ha rimandato al mittente ogni accusa mentre il Portogallo ha sostenuto che in nessun momento si è voluto attentare contro l’incolumità del presidente Morales. Francia, invece, ha spiegato che la proibizione di sorvolare il cielo francese è stato frutto di un increscioso errore.

 

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