Il Presidente della Cassazione: “Non c’é accanimento contro il Cav”

ROMA  – Il giorno dopo le polemiche per la fissazione urgente dell’udienza Mediaset il 30 luglio in Cassazione – mentre il clima politico è ancora rovente -, a difendere la correttezza dell’operato degli ‘ermellini’ e a smentire che contro Silvio Berlusconi ci sia un accanimento giudiziario, è sceso in campo Giorgio Santacroce, il Primo presidente della Suprema Corte che ha parlato al plenum del Csm per rintuzzare gli attacchi piovuti sull’ufficio giudiziario da lui diretto.

Dalla composizione del collegio della Sezione feriale dal quale dipendono i destini della condanna del ‘Cav’ per frode fiscale a quattro anni di reclusione (tre condonati) e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, emerge che non ne fanno parte magistrati noti per la militanza a sinistra. Tutt’altro. Il figlio del presidente Antonio Esposito, il pm di Milano Ferdinando Esposito, è addirittura finito nell’occhio del ciclone per la sua frequentazione con Nicole Minetti, una delle animatrici delle ‘cene eleganti’ di Arcore imputata nel processo Ruby-bis.

Comunque i nomi dei cinque togati che hanno in mano le carte dell’ultimo atto di Mediaset sono stati ‘sorteggiati’ fin dallo scorso 21 maggio mentre il ricorso di Berlusconi è approdato in Cassazione solo dieci giorni fa.

– Non c’è nessun accanimento. Il senatore Berlusconi è stato trattato come qualunque imputato in un processo con imminente prescrizione – ha detto Santacroce aggiungendo che non c’è stato ”nessuno zelo particolare, nessun atteggiamento da Speedy Gonzales: è stata solo applicata la legge”.

– I procedimenti urgenti – ha sottolineato – devono andare alla sezione feriale.

– Non c’è nulla di cui rimanere esterrefatti – ha poi replicato a distanza al disappunto espresso dal professor Franco Coppi che insieme a Niccolò Ghedini ha firmato il ricorso di 300 pagine che punta all’annullamento della condanna inflitta al ‘Cav’ lo scorso 8 maggio dalla Corte di Appello di Milano. Santacroce ha inoltre spiegato che ”nulla vieta” alla Sezione feriale di ricalcolare la prescrizione e di poter disporre ”su istanza della difesa, un rinvio della discussione” per consentire ai legali di studiare le carte più approfonditamente. In tal caso, fa notare qualcuno, il presidente Esposito, magari anche evitando un certo ‘disagio’, passerebbe la mano – per turnazione – ad altri due presidenti, Gennaro Marasca o Cristina Siotto, dal momento che guida la feriale dal 22 luglio al 10 agosto e con un rinvio si scavallerebbe la sua presidenza.

– Compito fondamentale del giudice è quello di non far prescrivere i processi. La Cassazione si comporta normalmente così. Comunque – ha concluso Santacroce – noi siamo sempre colpiti, sia se i processi hanno tempi biblici, sia se sono rapidi!.

Quanto al collegio, chi ne conosce bene i componenti – a parte Esposito e le vicende per le quali la frequentazione del figlio pm con l’imputata Minetti era finita all’attenzione del Csm – sa che nessun trascorso militante nell’area di Magistratura Democratica, o arcipelaghi affini, si segnala per il relatore dell’udienza, il consigliere Amedeo Franco, che sarà anche l’estensore delle motivazioni, e per gli altri giudici a latere, Claudio D’Isa, Ercole Aprile e Giuseppe De Marzo.

La Procura della Cassazione non ha voluto essere da meno e per l’udienza del 30 schiera Antonio Mura, il suo uomo più in vista dopo il procuratore generale Gianfranco Ciani di cui il sardo Mura è il braccio destro. Non si tratta di un giudice ‘sinistrorso’: è tra i leader riconosciuti di Magistratura Indipendente, la corrente di ‘destra’ delle toghe, della quale Mura è stato anche il presidente.