Saccomanni ottimista: “Ci sono segnali di ripresa”

ROMA – Il giorno dopo la decisione di Standard & Poor’s di tagliare il rating dell’Italia, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni va giù duro contro il giudizio.

– E’ basato su una estrapolazione meccanica di dati e situazioni del passato – dice il titolare dell’Economia rilevando che decisioni come questa, ”non adeguatamente sostenute da analisi condivise, possono avere effetti pro-ciclici e destabilizzanti”.

– In ogni caso – prosegue – l’Italia deve proseguire sulla strada delineata dal governo e alla fine, quella che conterà sarà la valutazione dei risparmiatori italiani e stranieri che investono sui nostri titol’.

Anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco fa un riferimento indiretto:

– Non sono sempre bene motivati i timori degli analisti internazionali.

Il ministro evidenzia che ”si cominciano a intravedere primi segnali” della ripresa economica. Per il governatore Visco invece la contrazione del Pil per il 2013 ”sarebbe vicina ai due punti percentuali”.

– L’attività economica – sostiene il Governatore della Banca d’Italia – tornerebbe a espandersi a ritmi moderati dalla fine dell’anno con una crescita complessiva superiore al mezzo punto percentuale nel 2014.

Restano pero’ sulla ripresa, avverte Visco, ”elevati margini di incertezza”. Tuttavia, già da adesso, ci sono i primi segnali positivi: l’Iva relativa agli scambi interni, una sorta di cartina di tornasole sull’andamento dell’economia, a giugno ha fatto registrare un aumento del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2012. Anche le entrate tributarie del semestre, anticipa il ministro Saccomanni, ”evidenziano un andamento positivo”, come le esportazioni che ”dopo una flessione a inizio d’anno forniscono ora indicazioni di un rinnovato sostegno all’attività economica”. E proprio ieri anche l’Istat ‘certifica’ che la produzione industriale comincia ad alzare la testa: a maggio è cresciuta dello 0,1% su aprile, un lievissimo aumento che però arriva dopo tre cali consecutivi su base mensile (a livello tendenziale chiaramente cede ancora: -4,2%). E Confindustria per giugno stima un +0,4%, anche se su base trimestrale resterebbe un calo dell’1%. C’è poi un altro indicatore che dà il segnale che l’economia italiana cerca di rimettersi in marcia: un andamento positivo si registrerebbe anche dagli incassi dei pedaggi autostradali.

L’economia guarda dunque alla ripresa ma non per questo è ora possibile allentare il rigore.

– L’Italia ha il potenziale per invertire un ciclo sfavorevole durato troppo a lungo, a patto di sfruttare tutti i margini di manovra per rilanciare l’economia. Deve tuttavia restare ferma l’attenzione – avverte il ministro – al risanamento delle finanze pubbliche. Lo richiede, innanzitutto, l’esigenza di emettere ogni mese 40 miliardi di titoli di Stato.

Il ministro ‘sfiora’ anche i temi politici e fa riferimento ai nodi fiscali da sciogliere entro ferragosto: l’Imu e l’Iva.

– Fin dal suo insediamento il governo ha preso tempo con l’obiettivo di trovare soluzioni ampiamente condivise dalla maggioranza – ha detto -. La mia posizione non si è spostata di un millimetro da questa linea.

C’è poi l’impegno sul fronte dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione. Saranno pagati 20 miliardi nel 2013 e ”l’attuazione procede nei tempi fissati”. E Saccomanni ribadisce il suo impegno su questo fronte:

– Mi sono personalmente impegnato a dare concreta attuazione a questo provvedimento determinante per il rilancio della nostra economia. Per realizzare le politiche non è sufficiente la firma in calce a un atto burocratico.

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