Renzi attacca le larghe intese: “L’accordo Pdl-Pd non durerà”

ROMA  – Matteo Renzi non pensa proprio a giustificarsi per la visita a Berlino da Angela Merkel (“l’ho detto a Letta un mese fa”) per la quale si è guadagnato le critiche di Beppe Grillo e una certa freddezza in alcuni settori del partito. Non solo. Va all’attacco delle larghe intese sottolineando che a suo avviso la maggioranza con il Pdl non può andare avanti molto. Mette paletti sulle regole del congresso e sul finanziamento dei partiti. Insomma, torna a farsi decisamente sentire. Tanto che la tensione nel partito torna a salire e non manca chi chiede che ci sia un chiarimento interno.

Tutto questo alla vigilia di una riunione del gruppo parlamentare dopo il caso della sospensione dei lavori d’Aula chiesta dal Pdl, e che è a forte rischio di trasformarsi in sfogatoio. Il segretario Guglielmo Epifani, che fa sapere che non era a conoscenza del viaggio di Renzi in Germania, prova a gettare acqua sul fuoco (“Renzi è una personalità importante per il partito”) ma avverte tutti, a partire dal rottamatore, che “chiunque ha il diritto di fare le proprie scelte, l’importante è che valuti fino in fondo le conseguenze che avranno”.

Il sindaco, comunque, le sue valutazioni sembra averle fatte. E continua a muoversi come se fosse già in campo per la corsa al Pd e soprattutto nella partita per la premiership.

– Il Partito democratico è una squadra – evidenzia d’altra parte – è l’unico partito che vive a prescindere dalle sorti del proprio leader, ma questo non significa che non abbia bisogno di una guida forte di un leader in grado di far vincere questa squadra.

Ma il suo quotidiano ‘marcare il territorio’ crea fibrillazione nei dem.

– Io non credo che questo accordo col Pdl – dice parlando delle larghe intese – possa andare avanti molto: io voglio bene a Letta ma tutti i giorni deve parlare con Schifani e Brunetta.

Parole poi puntualizzate dal suo portavoce in una nota (“Matteo non ha mai detto che il governo non durerà molto”) ma che bastano ad Alfredo D’Attorre, bersaniano e componente della segretaria Pd a chiedere un chiarimento politico nel Pd accusandolo, di fatto, di voler ‘tagliare le gambe’ a Letta (Se vuole “accorciare i tempi per lanciarsi alla conquista di Palazzo Chigi” allora “esca dall’ipocrisia”) perchè “sottoporre il governo Letta a docce scozzesi quotidiane non è certo il modo migliore per spronarlo a realizzare il programma economico e delle riforme per il quale è nato”.

Insomma la tensione resta mentre si apre un’altra settimana nella quale si torneranno a discutere anche le regole del congresso. Oggi i segretari regionali ne parleranno con il responsabile organizzazione Davide Zoggia mentre giovedì di terrà una nuova riunione del tavolo delle regole. Regole che Renzi torna a chiedere non vengano cambiate. Mentre Guglielmo Epifani, che ribadisce che non si candiderà, torna a puntualizzare:

– Abbiamo bisogno di un congresso. Per me al primo punto non c’è chi sarà segretario. Ma capire cosa è successo e come ricostruiamo un progetto insieme, come facciamo partecipare i nostri militanti e iscritti e come renderli responsabili forti delle scelte che riguardano tutti.

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