Napolitano “stupito e indignato”, attesa la sferzata ai partiti

Pubblicato il 17 luglio 2013 da redazione

ROMA – ”Stupito e indignato” per ”l’imbarbarimento” della vita politica e civile dell’Italia; sicuramente preoccupato per i troppi errori del ‘caso Ablyazov’; determinato nella sua convinzione che il Governo Letta è al momento l’unica soluzione possibile per portare l’Italia fuori dalle secche della crisi. E’ questa l’atmosfera che regna al Colle in queste ore dove Giorgio Napolitano sta limando il proprio discorso di domani in occasione della tradizionale cerimonia del Ventaglio, cioè l’incontro con la stampa parlamentare che precede la partenza del capo dello Stato per le vacanze estive.

Nessuna anticipazione dal Colle sui contenuti dell’intervento del presidente, ma quel che è certo è che oggi Napolitano parlerà chiaro al paese e ai partiti – anche del pasticcio Ablyazov (ieri in serata ha ricevuto il ministro degli Esteri Bonino per essere informato degli ultimi avvenimenti) – prima di un breve periodo di riposo nella quiete delle montagne altoatesine. E d’altronde suonano chiare le parole di ieri del premier Enrico Letta:

– Senza riforme non si ha la stabilità politica e senza la stabilità politica crescita e ripresa sono impossibili.

Un concetto che appartiene in pieno anche all’inquilino del Colle. Napolitano ha ridotto molto le sue uscite pubbliche in queste calde settimane estive ma non ha certo rinunciato a seguire con estrema – seppur discreta – attenzione sia gli spasmi continui della maggioranza che le difficoltà del Tesoro nell’individuare le coperture necessarie ai provvedimenti chiave del Governo. Naturale che con il caso Ablyazov che scuote la maggioranza la decisione finale sul rinvio di Imu ed Iva slitterà ancora.

Impensabile affrontare il tema mentre Pd e Pdl sono ai ferri corti sulle dimissioni di Angelino Alfano dal Viminale. La ‘moral suasion’ del capo dello Stato nei confronti delle forze politiche affinchè abbiano sempre davanti il faro della ”responsabilità”, cioè del bene comune del Paese specialmente in un momento di crisi, non si è mai interrotta in questi anni. Anche l’anno scorso – non c’era ancora il giovane Letta ma ‘superMario’ Monti – il presidente fu costretto a chiedere ai partiti di ”cogliere il valore di questa manifestazione di senso di responsabilità, che è venuta e continua a venire da un decisivo arco di partiti e di gruppi parlamentari”, disse riferendosi al Governo del professore che, allora come oggi, godeva di una ”larga maggioranza in entrambe le Camere”.

”Serve una comune visione dell’interesse generale del Paese e un eccezionale sforzo di coesione nazionale”: questo mantra il presidente della Repubblica non si stanca di recitare da quando è collassato il Governo Berlusconi e tutti si aspettano che oggi il presidente non sarà tenero nel richiamare i partiti a riprendere contatto con le durezze della crisi e le angosce che vivono i cittadini alle prese con disoccupazione e disperazione diffusa. Se lo stesso Napolitano ha fatto sapere che nella cerimonia del Ventaglio avrebbe preso di petto il clima irrespirabile del Paese, dove razzismo, omofobia e xenofobia si mischiano in una miscela esplosiva di degrado etico e morale, è del tutto improbabile che il presidente non colga l’occasione per sferzare ancora una volta il mondo della politica. E che, come hanno riferito esponenti di M5S dopo l’incontro della settimana scorsa al Quirinale, il capo dello Stato approfitti della presenza della stampa parlamentare per ricordare alle Camere l’imprescindibilità delle riforme istituzionali per cambiare il Paese. Naturalmente, visto che l’opzione elezioni anticipate in Italia è sempre in piedi, a partire dalla riforma della legge elettorale.

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