Caso Ablyazov, il governo trema

Pubblicato il 17 luglio 2013 da redazione

ROMA  – Il governo trema ancora sul caso Ablyazov. La relazione del ministro Angelino Alfano alle Camere non ha soddisfatto buona parte del Pd, che è tornata all’attacco chiedendo un passo indietro all’esponente del Pdl. Ipotesi esclusa con fermezza da Enrico Letta e, ovviamente, da Silvio Berlusconi, che al momento blindano il ministro. Il primo definisce Alfano “estraneo alla vicenda”. il Cavaliere, invece, lancia un avvertimento:

– Alfano non ha colpe e non si tocca. Né lui, né il governo.

Ieri poi, In serata, dopo una lunga riunione della segreteria, i dem stoppano fughe in avanti rimarcando che non si possono votare mozioni contro il governo. Ma la tensione tra i democratici rimane alta con i bersaniani che chiedono un chiarimento in direzione con Letta sul rapporto tra Pd e governo.

Sullo sfondo, c’è dunque la tenuta dell’esecutivo: l’uscita di scena del vicepremier, evidentemente, avrebbe ripercussioni sull’accordo di maggioranza. Attento osservatore il presidente Giorgio Napolitano: c’è attesa per il suo intervento alla ‘cerimonia del ventaglio’ in programma oggi al Quirinale.

La prova del nove del patto di maggioranza ci sarà venerdì, quando, al Senato, si discuterà la mozione di sfiducia nei confronti di Alfano: è voluta dall’opposizione (la Lega però voterà contro) e tenta molto anche una parte dei senatori democrat. Una certa inquietudine si respira anche tra i centristi di Scelta Civica. E’ proprio questo il punto. Il fronte di chi, nel Pd, vuole le dimissioni di Alfano si è improvvisamente allargato: alla ferma richiesta dei renziani si aggiungono, ora, le perplessità dei ‘dalemiani’ che invitano il ministro dell’Interno a “rimettere le sue deleghe”.

E’ una vera e propria corsa a smarcarsi dal vicepremier. Il là lo danno dodici senatori renziani che in una lettera definiscono “Alfano oggettivamente indifendibile” e chiedono pubblicamente ai vertici dei partito “di sostenere la richiesta di dimissioni del ministro”. Così in giornata Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria e vicino a Massimo D’Alema, evita il sorpasso e definisce la relazione di Alfano alle Camera “insufficiente”. A ruota un’altra dalemiana, la senatrice Anna Finocchiaro, giudica “molto difficile la posizione del ministro Alfano”.

Solo in serata una nota ufficiale del Partito Democratico prova a riportare serenità e anche a dare respiro al governo: “C’è una grande consapevolezza da parte della Segreteria del Pd – si sottolinea – che il Governo Letta è assolutamente necessario al Paese e, in una fase come questa, sarebbe impensabile che il nostro Paese non avesse un Governo”. Sembra una conferma delle parole pronunciate da Letta a Londra, dove il premier ha incontrato l’omologo britannico David Cameron.

– La stabilità politica è assolutamente necessaria, altrimenti sarà impossibile ottenere la ripresa – aveva detto poche ore prima il presidente del Consiglio a Downing Street aggiungendo di “non vedere nubi all’orizzonte”.

E Renzi?

– Nessun problema con Renzi, ci siamo parlati.

Il sindaco di Firenze assicura di “non avere alcuna ansia di far cadere il Governo” anche se rivendica la necessità che “venga fuori un responsabile politico” del caso kazako. Il Pdl, intanto, fa quadrato attorno ad Alfano e punta il dito contro le divisioni interne ai democrat. Dal partito trapela che il ministro non ha alcuna intenzione di dimettersi, e si attacca il Pd:

– Se ha i suoi problemi se li risolva – è  l’accusa – Non si fa un congresso a spese di Alfano.

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