L’ala militare di Hezbollah nella blacklist del terrorismo Ue

Pubblicato il 22 luglio 2013 da redazione

BRUXELLES – L’ala militare di Hezbollah, dopo anni di titubanza e rinvii, finisce nella lista nera del terrorismo Ue. I ministri degli Esteri riuniti a Bruxelles, nonostante i dubbi di alcuni Paesi come Italia e Spagna, al termine di un’ora di discussione hanno votato all’unanimità la proposta del capo della diplomazia europea Catherine Ashton.

– Il messaggio al movimento libanese è che gli attentati terroristici sul suolo europeo non possono passare senza reazione – spiega la baronessa, che ci tiene a sottolineare:

– E’ un segnale politico ma anche concreto.

Ed ora, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea, (che si prevede entro la fine di questa settimana), i patrimoni finanziari del braccio armato del movimento islamico scita, una volta individuati, potranno essere congelati.

– E’ prevalso il senso di unione di intenti – spiega il ministro Emma Bonino, che ha preso la parola per esprimere il timore di una ”over-reaction” di Hezbollah, e di un’ulteriore ”fragilizzazione” della regione. Perchè, come osserva il ministro, è vero che ”sono parte del problema”, ma in Libano sono anche ”forza di governo”.

– Per questo – ha aggiunto -, è importante la dichiarazione politica che accompagna l’iniziativa, dove si precisa che il dialogo politico e gli aiuti finanziari e umanitari vengono mantenuti.

Tra le preoccupazioni di Roma, anche i rischi per il contingente di 1.100 militari italiani impegnati nell’operazione Unifil.

Soddisfazione per la decisione odierna è stata espressa, tra gli altri, da Francia e Olanda, tra i convinti sostenitori dei tentativi che la Gran Bretagna ha condotto negli anni per arrivare a questo risultato. Fino ad oggi infatti Bruxelles aveva resistito alle pressioni, arrivate anche da Washington e Israele, argomentando che un’iniziativa del genere avrebbe potuto alimentare l’instabilità in Libano e aggiungere anche nuove tensioni nella regione. Ma decisive sono state stavolta le prove raccolte dalla Bulgaria sul coinvolgimento di Hezbollah nell’attacco terroristico di Burgas e le preoccupazioni per il crescente ruolo del movimento nella guerra in Siria.

La reazione di Hezbollah non si è fatta attendere.

”Israele ha piegato l’Ue alla sua volontà” ha detto la tv del movimento scita Al Manar, che ha accusato Londra di essere alla testa della campagna contro Hezbollah. Di segno opposto i commenti di Usa e Israele.

– Un provvedimento necessario e saggio che manda un messaggio di determinazione alle organizzazioni terroristiche e agli Stati che nei propri territori garantiscono loro protezione – hanno commentato il Capo dello Stato israeliano Shimon Peres e il premier Benyamin Netanyahu. Mentre il segretario di Stato americano John Kerry, che si è anche collegato col Consiglio Ue in videoconferenza, lo ha definito ”un messaggio forte”.

– Con questa misura – ha detto – l’Ue invia un messaggio chiaro a Hezbollah: che non può agire in completa impunità. E avrà un impatto diretto sulla sua capacità di operare liberamente.

Hezbollah: forza politica, sociale e militare
Il movimento sciita libanese di Hezbollah, la cui ala militare è stata inserita dalla Ue nella lista delle organizzazioni terroriste, è attiva anche in campo politico, sociale e dell’informazione. Settori nei quali i Paesi europei non interromperanno i contatti, mentre è molto difficile delineare la struttura e identificare i responsabili delle operazioni armate, protetti dalla segretezza.

Nel governo del primo ministro Najib Miqati, dimessosi alla fine di marzo ma che rimane in carica per gli affari correnti, Hezbollah ha solo due ministri, ma grazie ai suoi alleati controlla ben 19 dei 30 dicasteri che lo compongono. Sul piano sociale, il movimento sciita libanese svolge attività di assistenza con la gestione di ospedali, scuole e centri per lo sviluppo dell’agricoltura. E’ stato inoltre molto attivo nella ricostruzione edilizia e di infrastrutture dopo le distruzioni provocate dalla guerra con Israele nel 2006 e fornisce assistenza alle famiglie dei suoi caduti attraverso l’Istituto dei Martiri.

Hezbollah ha anche una televisione satellitare, Al Manar, il cui bacino di utenza è stimato tra i 10 e i 15 milioni di persone in diversi Paesi arabi. Nessuno sa quanti siano i membri delle milizie di Hezbollah che, secondo diversi osservatori, sono più potenti e meglio armate delle forze regolari libanesi.

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