Il Papa in Brasile: “Busso al vostro grande cuore”

RIO DE JANEIRO – ”Per aver accesso al Popolo brasiliano bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo il permesso di entrare e trascorrere questa settimana con voi”. Parole affettuose del Papa nel suo primo discorso pubblico ai brasiliani, durante la cerimonia di benvenuto nel palazzo Guanabara, all’inizio del suo primo viaggio internazionale.

Ma anche prima che il Papa le pronunciasse i brasiliani avevano risposto con un impressionante bagno di folla, dall’aeroporto per le strade della città, con il Papa prima su una piccola ”Fiat Idea” e poi sulla papamobile scoperta, con la gente che lo toccava attraverso i finestrini e l’entusiasmo che si percepiva lungo i chilometri, A Guanabara, davanti alla presidente Dilma Rousseff, la cerimonia ufficiale di benvenuto, dopo il benvenuto del popolo lungo la strada.

Anche qui, come in volo verso Rio, il Papa ha parlato dei giovani.

– I giovani parlano lingue differenti, sono portatori di culture variegate, eppure – ha detto papa Francesco – trovano in Cristo le risposte alle loro più alte e comuni aspirazioni e un amore autentico che unisce al di là delle loro diversità.

I giovani, ha osservato, sono come i figli per i genitori, ”la pupilla dei nostri occhi” e ”la finestra attraverso la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione”.

– La gioventù – ha spiegato il Papa davanti ai vertici istituzionali e politici del Paese – è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione – ha aggiunto – si rivelerà all’ altezza della promessa che c’è in ogni giovane, quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione affinchè diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e la sua creatività nel bene; consegnargli l’eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori pontenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti.

Alla fine il Papa ha chiesto ”a tutti la gentilezza e l’attenzione e, se possibile, l’empatia necessaria per stabilire un dialogo tra amici” e ha offerto le sue braccia ”per abbracciare l’intera nazione brasiliana, nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa: dalla Amazzonia fino alla pampa, dalle regioni aride fino al Pantanal, dai piccoli paesi fino alle metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa”.

 

 

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