Morte Antonelli, Polita: “Non siamo carne da macello”

ROMA – Il mondo delle moto è sotto choc. All’indomani dell’incidente mortale che è costata la vita al 25enne Andrea Antonelli, c’é una vita in meno e tante polemiche in più.

“Non posso crederci, nel giro di 36 giorni due incidenti gravi – scrive sul sul suo profilo Fb, Alessia Polita, la giovane motociclista rimasta paralizzata dopo un incidente di gara il 15 giugno scorso – Le moto le amerò sempre, ma qui c’è qualcosa che non sta funzionando più! Le carni da macello sono dal macellaio. Grido a voi piloti del Civ e di qualsiasi altro campionato, le nostre voci devono essere ascoltate, non le loro. Non fate ancora una volta finta di niente!”.

Sicurezza, garanzia, assicurazioni, prevenzione sono oggi le parole più gettonate per cercare di spiegare una morte assurda che però per il 15 volte iridato Giacomo Agostini, fa parte del gioco: “Spesso dopo incidenti come questo si parla tanto e anche a vanvera – spiega il fuoriclasse bergamasco – Bisogna tenere i piedi per terra, pensare a migliorare la sicurezza e pensare che in fondo questo mestiere ce lo siamo scelti noi. Però non dobbiamo drammatizzare. A Valentino Rossi è venuta voglia di tornare a casa? Ma Valentino non sa che in questo mestiere si può morire, purtroppo?”.

L’importante, dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, “é però non approfittare dell’amore che hanno questi ragazzi verso questo sport, che spesso è una vera e propria fede”. Anche se la morte del pilota umbro ha riaperto la discussione sulla possibilità di correre in condizioni avverse, Malagò preferisce non unirsi ai commenti: “Credo che bisogna prima avere il quadro completo – chiarisce – Certo, uno rimane veramente molto perplesso nel vedere quelle immagini e quel contesto” e comunque Malagò ritiene “un’accusa molto chiara e onestamente condivisibile” quella di Marco Melandri, che ha detto che quella gara non si doveva disputare. E il Codacons presenta un esposto alla procura di Roma ipotizzando il reato di omicidio con dolo eventuale in relazione alle condizioni proibitive della pista al momento del decesso.

Ieri intanto a Mosca è stata effettuata l’autopsia sul corpo del giovane pilota ed entro tre giorni la salma dovrebbe far rientro in Italia. A Castiglione del Lago, dove risiede la famiglia di Andrea Antonelli, non ci sono ancora notizie sui funerali. La madre del giovane centauro è chiusa in casa nel suo dolore, mentre il papà Arnaldo ha confessato in lacrime il suo dolore: “Non potevi dirgli di non fare quello che faceva perché lui era così convinto di poter arrivare in Superbike. Il mio rammarico è quello di non essere riuscito a portarcelo. Si meritava qualcosa di più – ha detto ancora Arnaldo Antonelli al TgR Umbria – e lo sapeva. Lottava per questo”. Poi un flashback sull’incidente: “L’ho visto quando lo portavano al centro medico. E’ stato interminabile. Secondo me era già morto”.
Intanto sull’homepage del sito del giovane centauro piovono i saluti e le carezze da parte degli amici e dei tifosi: “Ciao Andrea… ci hai fatto sognare, ci hai fatto divertire, ma questo non ti ha dato la Gloria che meritavi. Ora “Lui” ti ha voluto lassù dove cavalcherai le nuvole e noi qui, miseri mortali, continueremo nel tuo ricordo e nella tua grande passione. Te lo dobbiamo Andrea, eri un grande pilota e un ragazzo d’oro, ci incontreremo nel cielo e avremo modo di abbracciarti ancora. Non ti dimenticheremo, sappiamo che da lassù ci vedi… Dacci la forza di continuare”.