Giallo sul permesso russo, Snowden rimane in aeroporto

NEW YORK – Per Edward Snowden un passo avanti e mezzo indietro: le autorità russe hanno preparato un documento per consentirgli di lasciare l’area transiti dell’aeroporto Sheremetyevo e entrare a Mosca. Ma non glielo hanno ancora consegnato, con un’apparente frenata che, a detta di molti, sembra dovuta ad una tempestiva telefonata del segretario di Stato Usa John Kerry al collega russo Serghei Lavrov per mettere in chiaro che ogni decisione che consentisse alla talpa del Datagate di lasciare l’aeroporto sarebbe per gli Usa motivo di “grande disappunto”.

Resta il fatto che l’ex contractor della National Security Agency è ancora nel ‘limbo’ dello scalo, dove è confinato dal 23 giugno. In un primo momento sembrava che il fondamentale pezzo di carta per uscire gli fosse infine stato dato, secondo quanto avevano detto diversi funzionari citati da vari media, tra cui l’agenzia Ria Novosti. Una non meglio identificata fonte delle forze di sicurezza citata dall’agenzia Interfax aveva anche detto che “l’americano si prepara ad uscire”.

A quel punto i giornalisti che a Mosca seguono la vicenda si sono precipitati all’aeroporto, ma hanno invece trovato l’avvocato di Snowden, Anatoly Kucherena, che ha fatto una mezza smentita: il documento non è materialmente ancora nelle mani di dell’ex contractor della National Security Agency, ma “ci auspichiamo che questa situazione venga risolta molto presto”.

In pratica, ha spiegato, la situazione di Snowden “è senza precedenti in Russia, bisogna comprendere che per le autorità dell’immigrazione ci vuole tempo”. Allo stesso tempo, il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha fatto sapere che gli Usa hanno chiesto ”chiarimenti” a Mosca sullo status di Snowden in Russia. Certo lo status dell’uomo che la giustizia Usa vuole alla sbarra con l’accusa di spionaggio appare davvero ancora ben poco chiaro. Al momento si sa che ha chiesto asilo temporaneo a Mosca, ma potrebbe anche chiedere la cittadinanza russa. Forse però si tratta solo di una sosta, più o meno lunga, verso il Sud America, visto che Venezuela, Bolivia e Honduras gli hanno a loro volta offerto accoglienza.

Le autorità russe hanno fatto sapere che per esaminare la sua richiesta potrebbero volerci tre mesi, un lasso di tempo che peraltro permette di scavalcare comodamente settembre, quando è in programma un vertice a Mosca tra il presidente Barack Obama e il presidente russo Vladimir Putin, che appare in forse proprio a causa delle tensioni tra Usa e Russia sulla ‘talpa’. Non a caso, e proprio per gettare acqua sul fuoco, Putin ha ripetutamente ammonito Snowden che allo stato ”qualsiasi sua attività che possa danneggiare le relazioni russo-americane è ritenute inaccettabile”.

E lui sembra essersi adeguato. Secondo quanto ha rivelato il suo avvocato Kucherena, ora si sta dedicando alla cultura russa, sta leggendo il capolavoro di Fyodor Dostoevskij ‘Delitto e Castigo’. Un titolo che, date le circostanze, appare sibillino. Mentre nuove rivelazioni sulle attività degli 007 Usa non ce ne sono più state da tempo.

Germania, a Snowden premio gola profonda 2013
BERLINO – Edward Snowden, la ‘talpa’ del datagate, è stato insignito in Germania del premio ‘gola profonda 2013’, che dal 1999 viene assegnato ogni due anni dall’associazione degli scienziati tedeschi (Vdw), della sezione tedesca dell’organizzazione internazionale degli avvocati contro le armi atomiche (Ialana) e, per la prima volta quest’anno, da Transparency International.

Gli organizzatori del premio hanno riconosciuto il coraggio dello statunitense nel rendere pubbliche informazioni sullo spionaggio Usa nonostante le gravi conseguenze penali in cui sarebbe incorso.

– Una società aperta ha bisogno della passione civile e del coraggio dimostrato da Edward Snowden – ha considerato Hartmut Grassl del Vdw, a Berlino.