CALCIO. Si torna in campo, nuovamente appare il razzismo

ROMA – Se il buongiorno della stagione alle porte è il ritorno degli ululati contro i giocatori di colore, si salvi chi può. Non si trattava nemmeno di calcio d’agosto, ma il triangolare giocato a Reggio Emilia tra Juve, Milan e Sassuolo era portatore insano di stupidità già viste.

Bersaglio dell’ultima (in ordine di tempo) impresa il rossonero Kevin Constant, che si è sentito oggetto di offese a sfondo razziale durante i 45’ contro gli emiliani. Episodio grave, l’ennesimo del genere, che ha indotto la Federcalcio ad aprire un fascicolo volto ad accertarne la portata.
A 15’ dalla fine, Constant ha calciato il pallone in tribuna e preso la via degli spogliatoi. Come Boateng a gennaio, durante l’amichevole di Busto Arsizio con la Pro Patria. L’arbitro Gervasoni, sorpreso, ha chiesto spiegazioni, ma non ha ritenuto ci fossero gli estremi per sospendere il gioco.

Partita interrotta solo qualche minuto, giusto il tempo di sostituire il difensore. Che nessun compagno di squadra ha assecondato nella sua protesta. In attesa di vedere se qualcuno dei ‘’coristi’’ sarà individuato, Costant si è preso una tirata d’orecchi da Adriano Galliani. Premesso doverosamente che “i cori razzisti sono ignobili, scandalosi e vanno combattuti” l’ad del Milan ha sottolineato che quando succedono fatti del genere “regola vuole che ci rivolga all’arbitro che lo dice al quarto uomo, che avvisa il responsabile della polizia, l’unico autorizzato a sospendere la partita”. Quindi “solidarietà a Constant, quei i cori sono inqualificabili”, però “non va bene lasciare il campo. Gliel’ho detto, ripetuto e l’ho scritto a tutti: non si può uscire dal terreno di gioco”.

Per Pippo Inzaghi, neo tecnico della Primavera rossonera ha detto che i cori “vanno ignorati: se è una cosa di tutto lo stadio è giusto fermarsi altrimenti tappiamoci le orecchie e andiamo avanti”.

Il Milan però ha anche chiesto che simili fatti siano stroncati con la dovuta severità. “Il razzismo non ha alibi, né se corrisponde ad un pensiero disgustoso che divida gli uomini per il colore della pelle o la nazionalità, né se le sue manifestazioni siano il frutto d’uno squallido spirito emulativo” e i razzisti “non meritano tolleranza: da oggi non l’abbiano più. In nessuna sede: si tratta non tanto di difendere un calciatore o uno sport, ma il mondo civile, cui essi non sono mai appartenuti” si legge in un comunicato della società. Naturalmente unanime la condanna dell’episodio. A partire dal Sassuolo calcio e dal sindaco della città, Luca Caselli, che però ha qualche dubbio: “Ero in tribuna, dall’altra parte del campo e nessuno ha capito bene cosa fosse successo: cori razzisti non ne ho sentiti, pensavo che Constant fosse stato espulso. Probabilmente ha sentito qualche parola da un cretino. Non c’erano settori dedicati a una tifoseria in particolare: se qualcuno ha detto qualcosa, ripeto, è solo un cretino”.

Solidarietà al giocatore dal vicesindaco di Reggio Emilia, Ugo Ferrari: “Non possiamo accettare che siano i calciatori offesi a lasciare gli stadi: dagli stadi devono uscire coloro che adottano certi comportamenti”.

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