Sardegna

Pubblicato il 25 luglio 2013 da redazione

La Sardegna (Sardigna in sardo, Sardhìgna in sassarese, Saldìgna in gallurese, Sardenya in algherese) è la seconda isola più estesa del Mar Mediterraneo dopo la Sicilia, l’ottava in Europa e la quarantaseiesima nel mondo. Come ente amministrativo è denominata Regione Autonoma della Sardegna, una delle cinque regioni autonome a Statuto Speciale facenti parte della Repubblica Italiana. Nonostante l’insularità, la posizione strategica al centro del mar Mediterraneo ha favorito sin dall’antichità l’interesse delle varie potenze coloniali, agevolando sì i rapporti commerciali e culturali ma anche un succedersi di varie dominazioni straniere. In epoca moderna molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato la bellezza della Sardegna, immersa in un ambiente in gran parte incontaminato che ospita un paesaggio botanico e faunistico con specie uniche, nel quale si trovano poi le vestigia della civiltà nuragica. La Sardegna conta 313 piccoli comuni pari al 83% dei 377 comuni sardi. I residenti nei p.c. sono 528.753, pari al 31,6% della popolazione regionale.

Aggius (OT)
Situato a mt 514 sul livello del mare, Aggius è un tipico paese della Gallura, immerso nei nuraghi, ai piedi della seghettata cresta granitica detta “Monti di Aggius”: Monti Sotza (mt. 789) e della Croce (mt. 666).

Il panorama è certamente uno dei più belli della Sardegna: Aggius appare incastonato tra rocce granitiche dalle forme bizzarre, sugheri secolari e vigneti.

Aggius vanta una meravigliosa vista che è dominata dal poderoso Massiccio del Limbara, con immediatamente alle spalle un’articolata corona di monti che rende il paesaggio caratteristico e gli conferisce un panorama unico, da sempre molto celebrato. Ammassi granitici e colline tondeggianti conferiscono i tratti dominanti al paesaggio di questo territorio. Infatti, sia che faccia parte del sistema di aspre creste del cosiddetto “Resegone”, sia che si trovi a cumuli sparsi dalle forme strane e bizzarre nella così detta “Valle della Luna”, il granito imprime a questi contesti il suo carattere di unicità.

Sono infatti celebri i graniti dalle forme contorte: in queste forme infatti l’uomo, fin dai tempi antichi, ha voluto riconoscere volti, sagome, animali e divinità, scegliendo di viverci accanto, prima nei ripari sotto le rocce, poi nei nuraghi e infine negli stazzi, gli insediamenti tipici della Gallura pastorale.

Il suo nome potrebbe derivare dal greco “Aghios” (sacro/santo), oppure dal latino “Agnus” (agnello), per l’antica presenza di ovili, o ancora da “A-Jius” (senza diritto né Legge), per indicare un certo carattere indipendente e ribelle dei suoi originari abitanti.

Il nome è storicamente attestato per la prima volta nella forma di Aghios in un documento del 1358 che riporta la tabella delle imposte compilata dal re di Aragona mirata a stabilire l’importo che ogni villa doveva corrispondere alla Corona.

Il territorio di Aggius è stato occupato sin dell’età preistorica, come dimostrano le tracce ancora presenti in tutta l’area circostante il centro abitato: ripari sotto la roccia utilizzati senza soluzione di continuità, grotte, tafoni e conche che sono ancora gli elementi di un paesaggio in cui il granito è il segno distintivo.

Immerso in una natura incontaminata e multiforme, Aggius rappresenta il cuore di un territorio che è riuscito a preservare il suo originario fascino.

Il lago di Santa Degna, accessibile dalla strada panoramica che sovrasta il paese, è un luogo d’incantevole bellezza, avvolto in una natura selvaggia fatta di sentieri impervi, di alture in granito e boschi di sughere. Si tratta di un laghetto artificiale ottenuto con lo sbarramento del Rio La Pitraia, luogo in cui le donne, nell’antichità, si recavano dal paese a lavare i panni.

La Valle della Luna o Piana dei Grandi Sassi, è un luogo affascinante in cui domina un profondo silenzio. In questo scenario unico si stagliano gigantesche formazioni granitiche disegnate dagli agenti naturali in sagome e profili spettacolari che modulano il loro colore al variare della luce del sole.

Per quanto riguarda l’architettura nuragica, Aggius custodisce nel suo territorio una delle strutture più imponenti e in miglior stato di conservazione di tutta la Sardegna: il nuraghe Izzana, nella Valle della Luna, al centro di una valle coltivata. La struttura è dotata di due ingressi e conserva, al suo interno, una grande camera circolare, chiusa a falsa cupola (la tholos) ed una serie di corridoi e nicchie che le conferiscono un aspetto quasi labirintico. La sua costruzione ed utilizzazione sono compresi fra XVI e il X a.C.

Non si può inoltre non fare una visita anche al Museo Etnografico “Oliva Cannas” che riveste un ruolo di primo piano nella trasmissione e divulgazione delle tradizioni antiche e delle attività produttive del passato. L’intera struttura è completamente dedicata all’esposizione di oggetti e arredamenti tipici legati all’ambiente domestico, al mondo della tessitura e alla quotidianità.

Infine, interessante è il Museo del Banditismo, che raccoglie documenti e reperti relativi ai fuorilegge perseguiti durante la dominazione piemontese per le loro attività di contrabbando. Ad Aggius, fra l’altro, si consumò nel corso del XIX secolo una violenta faida familiare che portò all’uccisione di oltre 100 persone, documentata nel museo.

La gastronomia gallurese corrisponde alla tradizione portata in tavola dai pastori e contadini degli stazzi, con origini antichissime, basata sulla semplicità e sui prodotti della terra e dell’allevamento. Una cucina povera dai sapori decisi, come la suppa cuàta (o zuppa gallurese), dove “suppa” sta per pan bagnato e “cuàta” per nascosto, perché cela gusti veramente insospettabili: è preparata con pane raffermo intinto nel brodo, pecorino e prezzemolo, da gratinare al forno. I chjusòni sono invece una variante più grande dei malloreddus, gnocchi di semola.
Caratteristici anche la fà a foglia, un’antica minestra di fave e lardo, i ravioli di ricotta o formaggio, gli arrosti alla brace di legni aromatici, la cottura lenta delle carni più tipiche, come il maialino da latte che non deve superare i 4 kg., l’agnello e le interiora montate su lunghi spiedi.
Dai latticini nasce la mazzavrìssa, panna non lavorata fritta con semola nel suo stesso grasso. I piatti di mare sono maggiormente rappresentativi della zona di Olbia e dei centri della costa, con insuperabili zuppe di pesce e molluschi.

Tra i dolci, l’abatti, una melassa ottenuta dall’infusione di miele e scorze di limone o arancia, da accompagnare con formaggi freschi, o con le seadas, i famosi tortelli fritti ripieni di formaggio. Da menzionare anche la caratteristica lavorazione dei salumi, in particolare salame e salsiccia che in Gallura vengono preparati con sale, pepe e stagionati, sempre più raramente, sotto cenere. Particolare, infine, il pane di tricu ruju (grano grosso) a pasta bianca e densa, con crosta rosata.

Con profonde radici nel passato, Aggius conserva un vasto patrimonio di tradizioni e cultura popolare: leggende, proverbi, aneddoti, fiabe.
La festa patronale in onore di Nostra Signora del Rosario e di Santa Vittoria, la prima domenica di ottobre, ha ancora un’appendice tutta profana nella così detta “festa di li Agghjani”, ovvero dei giovani, degli scapoli.

Le processioni e i riti della Settimana Santa, di origine spagnola, ma ancor prima bizantina, sono accompagnati dal canto salmodiante delle arciconfraternite del Rosario e di Santa Croce e dei cori tradizionali più bravi del momento.

Il canto ha da sempre rappresentato una delle attività di maggior rilievo del vivere civile, costituito dal susseguirsi di eventi che scandiscono la vita delle comunità agropastorali. Il più praticato e diffuso è il canto corale d’origine religiosa che si basa sull’accordo di cinque voci, fuse tra loro. Con il passare degli anni, accanto ai temi religiosi si sono innestati temi di contenuto profano, quali versi e rime dedicate alla bellezza e alle virtù della donna amata, opera di poeti e rimatori locali. Il canto aggese costituisce ancora oggi una delle tradizioni più sentite e radicate nello spirito della comunità locale, rappresentando il filo conduttore che accompagna tutti i momenti dell’esistenza umana: nei momenti lieti e tristi è un canto d’amore, di gioia e di dolore; nella povertà e nella ricchezza come preghiera e come canto religioso.

A dimostrazione del grande attaccamento e dell’importanza del canto nella tradizione di Aggius, va menzionato il coro “Galletto di Gallura”, nato verso la prima metà degli anni Settanta sotto la direzione del famosissimo maestro di canto Gallurese, Salvatore Stangoni, nominato da Gabriele D’Annunzio “Galletto di Gallura” che, con antica sapienza e paziente volontà, ammaestra una diecina di giovani dai quali nasce poi il nucleo portante del coro.

Per chi è appassionato di escursioni, infine, c’è la possibilità di organizzare splendide passeggiate a piedi o in mountain bike seguendo vecchie piste pastorali, aspre e contorte – solo qualcuna oggi è asfaltata – e utilizzate nei secolari spostamenti del bestiame fra l’interno e la costa e da questa, a volte, traghettato fino in Corsica.

La Scheda del borgo
In auto: SS 133 da Luogosanto, S.S 127 da tempio Pausania proseguire sino alla diramazione con la S.P 27 in direzione di Aggius.
In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Olbia “Costa Smeralda” che dista soli 60 km da Santa Teresa Gallura. Vi sono collegamenti diretti giornalieri da e per le principali città italiane. Gli altri aereoporti della Sardegna si trovano ad Alghero (circa 150 km) e a Cagliari (circa 300 km).
In nave: gli scali marittimi più vicini ad Aggius sono quello di Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres e Palau. Giornalmente diverse compagnie marittime collegano questi porti con quelli di Civitavecchia, Genova, Savona e Napoli.
Servizi sul territorio
Tra i servizi sul territorio abbiamo: 3 agriturismi, un bar ristorante pizzeria, una pizzeria – trattoria, un ristorante e un ristorante pizzeria.

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