Usa rassicurano Mosca, Swnowden non rischia pena morte

Pubblicato il 26 luglio 2013 da redazione

NEW YORK. – Una volta rientrato negli Stati Uniti Edward Snowden, la talpa del Datagate, non rischierà nè la pena di morte nè di essere torturato, ma gli saranno garantiti tutti i diritti fondamentali e un giusto processo. Parola di Eric Holder, ministro della giustizia americano, che in una lettera alle autorità russe rassicura sulla sorte del giovane contrattista della Nsa, l’agenzia di spionaggio del Pentagono, da oltre un mese intrappolato all’aeroporto di Mosca.

Ancora una volta l’amministrazione Obama – che il caso Snowden sta mettendo in fortissimo imbarazzo – cerca di persuadere la Russia a non concedere al fuggitivo l’asilo politico o lo status di rifugiato. Ribadendo come non ci sia alcun motivo che impedisca ai russi di rispedire l’ex esperto della National Security Agency in patria, dove lo attende un processo per rispondere all’accusa di spionaggio.

”Gli argomenti del signor Snowden per richiedere asilo politico sono privi di fondamento”, scrive Holder al suo omologo russo Alexander Konovalov. Poi spiega:

”Primo, i capi di accusa che pendono su di lui non portano alla possibilità della pena capitale. Secondo – assicura ancora Holder – gli Stati Uniti non chiederanno la pena di morte anche se al signor Snowden saranno imputati altri capi di accusa che la prevedono”.

Dunque, estrema chiarezza su questo punto, tutto messo nero su bianco, per convincere Mosca a non cedere alle pressioni di chi invoca la protezione della ‘talpa’. E nessuna richiesta esplicita di estradizione. Washington preferisce a questo punto procedere sotto traccia: perchémeno la vicenda resta sotto i riflettori, meno risultano pesanti le conseguenze del caso sull’immagine già danneggiata degli Usa. Non è un caso che i colloqui tra americani e russi proseguono. Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha confermato che l’agenzia di sicurezza russa, la Fsb, e la controparte americana Fbi si sono incontrate per fare il punto sulla vicenda. E anche il presidente russo, Vladimir Putin, sembra non voler più approfittare della situazione, preferendo abbassare i toni ed evitare ulteriori clamori. Anzi, facendo sapere al mondo che la Russia non ha alcuna intenzione di compromettere i rapporti con gli Stati Uniti.

– Il capo dello Stato – ha detto ancora il portavoce del Cremlino – ha espresso la sua determinazione a non permettere che questo accada.

Intanto, si fa nuovamente vivo il padre di Snowden, che in un’intervista alla emittente americana Nbc spiega:

– Mio figlio ha fatto quello che pensava fosse giusto fare. Ha condiviso la verità con il popolo americano.

Lon Snowden, che si dice ”estremamente deluso e arrabbiato” per l’atteggiamento dell’amministrazione Obama e del Congresso, ringrazia quindi tutti quelli che stanno aiutando il suo Edward, ”soprattutto per garantirgli la sicurezza”. E spiega di non avere contatti diretti con lui da tempo. Tre i Paesi che hanno già dato la propria disponibilità a concedere asilo a Snowden spiccano Venezuela, Nicaragua e Bolivia.

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