Recessione: l’industria frena, ma 3,14 mln cercano lavoro

ROMA – Si attenua la recessione nell’industria, mentre è ancora allarme lavoro, con l’onda lunga di sei anni di crisi che porta su nuovi record il livello della disoccupazione. E, avverte il Centro studi di Confindustria, il calo degli occupati non si fermerà qui. “Ordini ed esportazioni”, rilevano gli economisti di viale dell’Astronomia nell’analisi mensile Congiuntura flash, “stanno confermando l’attenuazione della recessione nell’industria italiana: la produzione ha smesso di scendere, anche se rimane molto bassa e lontana dai livelli pre-crisi”. Mentre restano ”ancora in contrazione l’attività dei servizi e dell’edilizia”.

Intanto, secondo una indagine Banca d’Italia-Il Sole 24 Ore citata dal CsC, tocca un “nuovo record” la disoccupazione: in Italia “a maggio le persone in cerca di lavoro erano 3 milioni 140mila, il 12,2% della forza lavoro (+0,2 punti su aprile)”. Diminuiscono ancora gli occupati: -27mila sul mese precedente (-0,1%), -387mila rispetto ad un anno prima (-1,7%). E “il calo proseguirà: le attese delle imprese sull’occupazione nel trimestre in corso sono ancora negative, su livelli di fine 2009”.

A giugno, stima il CsC, “le unità di lavoro equivalenti in Cig sono state pari a 330mila”, in aumento dell’1,1% sul trimestre precedente. Tra i settori in maggior sofferenza, ”rimane molto fragile il quadro dell’edilizia”, e le aspettative delle imprese del settore “indicano che il crollo dell’attività (-15,0% il valore aggiunto dal 1ø trimestre 2008 al 1ø 2013) proseguirà nel prossimo futuro”.

Anche il mercato delle case “è ancora in peggioramento”, e “per i suoi effetti su ricchezza e fiducia delle famiglie, la debolezza del mercato immobiliare contribuirà a frenare anche i consumi”. Il credit crunch resta un “fondamentale ostacolo al rilancio”: la restrizione dei prestiti alle imprese si conferma “sia nei volumi (in forte calo anche in maggio) sia nei tassi; questa morsa – dice il Centro studi di Confindustria – può essere attenuata dalle recenti misure della Bce e dalla rapida esecuzione e dall’ampliamento dei pagamenti degli arretrati della pubblica amministrazione”.