Letta ostenta sicurezza: “Vado avanti sul programma”

ATENE – Tranquillità e sicurezza. Enrico Letta, alla vigilia della sentenza Mediaset, è ad Atene. Dove parla di Europa, di crisi, di dolore per la tragedia del bus in Irpinia. E fa programmi. Internazionali e di governo, confermando anche un piano di privatizzazioni per l’autunno.

– Non ho timori, non ci sarà nessun “terremoto” –  assicura il premier in pubblico, senza lasciar trapelare nessuna preoccupazione su un dossier che potrebbe rischiare di minare il suo governo. Una sicurezza ostentata non solo davanti ai giornalisti, ma manifestata anche con i suoi:

– Anche in aereo, tornando da Atene, ha parlato di programmi e dossier internazionali – assicura chi gli era vicino. Una serenità che Letta, appena tornato a Roma, avrebbe ribadito anche a margine del Consiglio dei ministri, convocato in tutta fretta per proclamare il lutto nazionale per la tragedia in Campania. Ma a cui è difficile credere fino in fondo. Perchè le variabili sono tante e potrebbero scomporsi e ricomporsi in un caleidoscopio di possibilità, nessuna esclusa. A cominciare da quel ‘fuoco amico’ in casa Pd – cui sembrano pronti, almeno a parole in un clima pre-congressuale, renziani e giovani turchi – che molti parlamentari vicini al premier continuano a considerare la minaccia più grande per la stabilità dell’Esecutivo. Maggiore dell’imboscata che si rischia dal Pdl dove, nonostante qualche mal di pancia di alcuni ‘falchi’, Silvio Berlusconi continua a rassicurare sulla sua fedeltà al governo.

Sullo sfondo di certo restano le parole e la posizione, non di oggi, del Quirinale. Giorgio Napolitano è in vacanza ma vigila sulle cose romane, come sempre. E sulla vicenda – in cui non vuole entrate – ha già detto più volte la sua lasciando a Roma un segnale chiaro: le sentenze non hanno e non devono avere nessi con la vita dell’esecutivo.

Parole che di certo contribuiscono da giorni a quella sicurezza ostentata da Letta. Ma c’è anche un’altra lettura. Quella secondo cui dietro la sua tranquillità ci sarebbe un premier convinto dalle voci – che si raccolgono in ambienti parlamentari – che indicano nel rinvio della sentenza in autunno l’opzione più probabile. Voci che nessuno a Palazzo Chigi, ovviamente, conferma o vuole commentare. Ma che, se fossero vere, darebbero al Governo una boccata di ossigeno, anche alla luce dei tanti temi delicati da affrontare.

Letta continua a ragionare nel medio periodo, sulle cose da fare, a cominciare dai dossier economici (dall’Imu, all’Iva; passando per la tassazione sul lavoro) cui intende quanto prima mettere mano, proseguendo l’azione ‘diplomatica’ con i partiti della maggioranza. Come dimostra l’incontro fissato con i gruppi di Scelta Civica, fa notare chi gli è vicino in queste ore, ribadendo che il clima a palazzo Chigi è quello che si respira in normali giornate di lavoro. Una serenità che Letta ha ostentato anche a margine del breve Cdm con qualche ministro.

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