La crisi morde il turismo

ROMA – Anche la sospirata vacanza estiva perde ‘sacralità’ sotto i colpi della crisi e mentre le valigie restano nell’armadio per il 60% degli italiani, dimagrisce l’occupazione in bar e ristoranti: questa estate saranno -25.000 i lavoratori nelle varie imprese turistiche. La stima è di Fipe-Confcommercio che rileva come l’estate 2013 sia la peggior stagione da 17 anni.

Per colpa della crisi e anche del maltempo, la previsione di Fipe è che quest’anno soltanto il 39,7% degli italiani (era il 40,8% nel 2012 e addirittura il 48,2% nel 2008) si concederà un periodo di riposo tra il primo luglio ed il 30 settembre. Negli alberghi, bar e ristoranti è venuta quindi meno, o comunque si è molto limitata, l’esigenza di rinforzare il personale a disposizione.

Il calo di impieghi stimato da Fipe per l’80% riguarda proprio quell’occupazione stagionale che di solito si mette in moto in vista del periodo ‘caldo’ delle vacanze estive. I circa 21 mila lavoratori stagionali di cui le imprese ritengono di poter fare a meno in considerazione del forte calo della domanda, soprattutto interna – sottolinea Fipe – riguardano per il 48% bar, ristoranti e per il 52% le altre imprese del turismo.

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