Maroni tace e Kyenge declina l’invito alla festa della Lega

ROMA  – Maroni tace e Cecile Kyenge prende la sua decisione: non andrà alla Festa della Lega Nord dell’Emilia Romagna prevista per la sera del 3 agosto a Milano Marittima. Nei giorni scorsi il ministro aveva chiesto al segretario nazionale del Carroccio Roberto Maroni un suo intervento, ”chiaro e pubblico” per stigmatizzare i molti, troppi attacchi rivolti contro di lei da esponenti di quel partito. L’intervento non è arrivato e la titolare del dicastero dell’Integrazione ha deciso di declinare l’invito, ricevuto peraltro dallo stesso Maroni, a partecipare all’evento di sabato.

Cecile Kyenge conferma che ”rimane aperta la sua disponibilità al dialogo e al confronto, ammesso però che si creino le adeguate condizioni”. E certamente, al momento, queste condizioni non ci sono. Se, infatti, il segretario padovano della Lega Nord Roberto Marcato ritiene insufficiente la lettera di scuse al ministro scritta da Andrea Draghi, l’assessore di Montagnana (Padova) accusato di diffamazione aggravata per aver postato su Facebook un’immagine del ministro Kyenge con la scritta ”Dino, dammi un crodino” a indicare la somiglianza con il gorilla di un famoso spot pubblicitario, e propone l’espulsione dal partito di Draghi, il segretario emiliano Fabio Rainieri è su posizioni assai distanti.

– Smettiamola – è il suo appello ai vertici della Lega – di dare visibilità e di aprire la strada a un ministro che ha basato tutta la sua visibilità e la sua azione nello scontro con la Lega Nord. Personalmente non sono dell’idea di invitare alle feste della Lega chi continua ad attaccarci.

E non é il solo nel suo partito a pensarla così.

– Siamo molto delusi per questa decisione soprattutto perché viene meno da parte sua, e a sole 48 ore dell’impegno preso, la disponibilità a un confronto civile e franco sui temi dell’immigrazione. Aver fatto vincere il partito dello scontro non fa onore a chi dice di volere un cambiamento – commenta la variazione di programma del ministro Gianluca Pini (Ln).

Prova a placare gli animi il Governatore del Veneto, Luca Zaia.

– Bisogna far calare la tensione – aveva già detto prima che arrivasse il ”no” della Kyenge e dopo aver saputo del forfait della ministra non abbandona il proposito di trovare una mediazione.

– Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna – ha detto -. Il ministro Kyenge non viene alla nostra festa? Vado io alla festa del Pd , sono disponibilissimo a confrontarmi con lei in quella sede sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione.

Possibilità esclusa perchè la Kyenge diserterà pure quell’appuntamento, stavolta però non c’entra il razzismo o le polemiche fra partiti, ma le ”vicende politiche nazionali”

Intanto, mentre la Lega, almeno sul caso Kyenge, fatica a ricompattarsi, un cittadino romano, M.S., che scrisse sul profilo Facebook del ministro ‘Sparatela subito’ è indagato dalla procura di Modena per diffamazione con l’aggravante dell’incitamento all’odio razziale. La frase fu scritta nei mesi scorsi come commento alla dichiarazione di Kyenge ”chi nasce in Italia è italiano a tutti gli effetti” e faceva anche riferimento al ferimento dei due carabinieri davanti a Palazzo Chigi nel giorno del giuramento del governo Letta.

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