Strage Bologna, l’ associazione bacchetta i magistrati. Boldrini: “Giustizia incompleta”

Pubblicato il 02 agosto 2013 da redazione

BOLOGNA – La verità raggiunta finora sulla strage di Bologna, con le condanne di Mambro, Fioravanti e Ciavardini, è parziale: ”mancano mandanti e ispiratori politici. Oggi si può e si deve fare di più. La verità sulle stragi che hanno insanguinato il nostro Paese è a portata di mano”. L’ha ribadito Paolo Bolognesi, presidente della associazione delle vittime, alla commemorazione. Bolognesi ha anche sollecitato i magistrati a cercare nei ”materiali raccolti nell’ambito dei processi per le stragi di piazza Fontana, Brescia, Italicus e Bologna” che ”consentono di ricostruire la nascita e lo sviluppo della strategia della tensione”.

E’ lo stesso invito contenuto nell’esposto che la associazione ha presentato anni fa in procura, e confluito poi nell’inchiesta bis aperta a Bologna. Ma da Bolognesi ieri è arrivata una stoccata a chi indaga che ha invitato a evitare di farsi ”prendere in giro da acchiappa-fantasmi che sembrano perseguire il solo scopo del depistaggio della memoria e di sollecitare da parte della opinione pubblica un’assoluzione mediatica degli esecutori materiali della strage già condannati”. Un riferimento abbastanza chiaro alla pista palestinese che sta alla base di uno dei filoni dell’inchiesta bis.

Boldrini in piazza

Laura Boldrini affronta una delle piazze più temute dai politici italiani, quella della commemorazione della strage di Bologna. E la riappacifica con le istituzioni. Da qualche anno per evitare i fischi agli esponenti del Governo si era sospesa la consuetudine di farli parlare dal palco, preferendo il consiglio comunale. Ma Boldrini ha scelto di parlare in piazza. A braccio, con parole dirette ma quasi confidenziali (”sono molto commossa”), si è rivolta alla gente andando al cuore del problema : la mancata individuazione dei mandanti della bomba che uccise, il 2 agosto 1980, 85 persone.

– Ancora noi questa giustizia completa non l’abbiamo: e allora come si fa ad innamorarsi delle istituzioni? Come? Bisogna pretendere chiarezza completa, giustizia e trasparenza.

Parole che si incastrano, perfettamente, con quelle del messaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che chiede ”piena luce” per una democrazia forte.

Boldrini lega con un filo rosso la storia d’Italia con le sue stragi.

– Sembra incredibile – spiega parlando di quella bolognese -: dopo tanti anni chiediamo la cosa più semplice e non abbiamo ancora una risposta: abbiamo gli esecutori ma mancano i mandanti, i burattinai, gli strateghi, che hanno pensato la carneficina. Dagli anni ’60 l’eversione neofascista organizzò, con la complicità di apparati deviati dello Stato, una strategia per terrorizzare la popolazione perchè questo suscitava tra i cittadini una domanda di ordine. Temevano la vittoria delle istanze di progresso e libertà – racconta -. Quella della stazione fu la strage più drammatica, ma Bologna non è solo Bologna. E’ Milano, è Brescia, è Ustica, è via d’Amelio. Quelle vicende sono legate, sullo sfondo c’è la stessa paura. Per questo – ha proseguito – la strage è una ‘ferita ancora aperta e dolorosa per coloro che hanno a cuore la vita democratica di questo Paese”.

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