Falchi Pdl in trincea: dopo Silvio può essere Marina

ROMA – Un muro a difesa del leader e stilettate contro il Pd. E’ un coro unanime quello che proviene dai falchi del Pdl all’indomani della condanna definitiva nei confronti di Silvio Berlusconi. Gridano ingiustizia e pretendono il “ritorno della democrazia”. Qualcuno, come la deputata Daniela Santanchè, si dice “già dimissionaria” anche se è lei stessa ad aprire ad una soluzione che circola da tempo negli ambienti del centrodestra per il post-Cavaliere, quella di una discesa in campo della figlia Marina. Una successione che permetterebbe, così, di mantenere un ‘brand’ finora vincente, dei ‘Berlusconi’.

– Sarei contenta che per questo giro ci fosse ancora il presidente Berlusconi, poi dopo… Marina mi va benissimo – sono le parole della Santanchè, che così motiva la sua ipotesi:

-Non solo perché è una donna e questo Paese ha bisogno di più donne, perché hanno il coraggio di parlare come mangiano e poi sarei entusiasta dell’idea di una donna con le capacità di Marina.

Un’idea sulla quale già Renata Polverini aveva avanzato un timido ‘endorsement’:

– Non la conosco, ma è certo che di figure come quelle di Berlusconi in Italia, nel mondo non ce ne sono.

Del resto anche i bookmaker internazionali ieri quotavano Marina tra le favorite alla successione per la guida del centrodestra. L’idea non è certo nuova e, già alla fine di giugno, oltre ad incontrare la secca smentita della primogenita del Cavaliere, aveva incassato i dubbi di diversi esponenti del Pdl, con Renato Brunetta in testa. Per ora, quindi, la battaglia è ancora tutta a difesa del Cavaliere che, come ripetuto da ‘big’ e peones del partito, “resta il leader”.

E il Pdl, nella sua componente più agguerrita, grida alla “disgregazione politica” dell’Italia, come l’ex ministro Sandro Bondi, o plaude all’annunciato ricorso dei legali del Cavaliere alla Corte Europea dei diritti umani. E tutti si scagliano contro un Pd “irresponsabile” che deve “lavarsi la coscienza” e contro le dichiarazioni del suo segretario, Guglielmo Epifani, definite “provocazioni puntuali e prevedibili” da Deborah Bergamini.

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