Pdl diviso su dopo Cav, Marina aleggia per futura Fi

ROMA – Le voci sono via via più insistenti. E l’ipotesi, di giorno in giorno, si fa più consistente: ci sarebbe Marina per il dopo-Berlusconi. Un’idea che già da tempo, all’interno del Pdl, ha fan e detrattori e che alla luce della condanna inflitta al Cavaliere è tornata d’attualità. Anche perché, nel caso in cui il governo delle larghe intese non reggesse, il centrodestra, con l’ex premier potenzialmente fuori dai giochi, potrebbe aver bisogno urgente di un nuovo leader. E in tanti vedono nella primogenita la persona adatta affinché la nuova Forza Italia faccia un salto generazionale senza traumi e con ancora vivo il ‘brand’ dei Berlusconi.

I riflettori su di lei si sono accesi già nelle ore successive alla sentenza della Cassazione. E oggi l’ipotesi di una Marina Berlusconi pronta a succedere al padre è finita perfino sul Financial Times, che l’ha definita come “l’erede favorita” per la guida del partito, riportando le “speculazioni” emerse con una certa frequenza negli ambienti del Pdl. Speculazioni che già da giorni sembrano agitare il partito.

Tra i più favorevoli ci sono le ‘pasionarie’ del Pdl, come l’eurodeputata Lara Comi, che un mese fa la descriveva come un “ottima prospettiva per una Forza Italia 2.0”. Mentre Michaela Biancofiore – che aveva etichettato Marina come “un Renzi, più preparato e affidabile” – due giorni fa ammetteva che, con Berlusconi incandidabile, toccherebbe proprio alla figlia. Favorevole anche Daniela Santanché, per la quale la soluzione Marina, “va benissimo”. Mentre certamente più scettici sono Bondi, Verdini e Brunetta che non hanno mai nascosto la loro contrarietà. Anche se per qualcuno, come Luigi Bisignani, i giochi sarebbero già belli e fatti e ad una Forza Italia con Marina starebbero “pensando più persone e imprenditori, come Alessandro Benetton”. Ieri, intanto, sull’argomento è intervenuta anche l’ex Pdl Giorgia Meloni, secondo la quale nel centrodestra va posto “un problema di salto generazionale” ma Marina, “donna stimatissima”, dovrebbe partecipare perlomeno alle primarie.

Per ora, quindi, il dibattito resta aperto ma è indicativo che a dispetto del giugno scorso, quando la presidente Fininvest smentì seccamente le voci che la davano in politica, questa volta Marina sia rimasta in silenzio. Facendosi fotografare, peraltro, mentre entrava a Palazzo Grazioli nelle ore dell’attesa del verdetto. Ed è così che, se Berlusconi dovesse scegliere il carcere (come ripetuto anche ieri da Santanchè), l’ipotesi di Marina alla guida della rinascita di Forza Italia in autunno diventa di ora in ora ben più di una voce di corridoio.